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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/05/2010 Lettura: ~3 min

Più veloci che mai… con la TAVI

Fonte
Leonardo Fontanesi, Hesperia Hospital Modena

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 917 Sezione: 2

Introduzione

La stenosi valvolare aortica è una condizione che colpisce soprattutto le persone anziane. Negli ultimi anni, una nuova tecnica chiamata TAVI sta cambiando il modo di trattare questa malattia, offrendo un'opzione meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa e cosa aspettarsi da questa procedura.

Che cos'è la stenosi valvolare aortica?

La stenosi valvolare aortica è un problema della valvola aortica del cuore, che si indurisce e si restringe con l'età, soprattutto dopo i 65 anni. Questo impedisce al sangue di fluire bene dal cuore al resto del corpo. Quando la malattia diventa grave e causa sintomi, l'unico trattamento efficace fino a poco tempo fa era l'intervento chirurgico per sostituire la valvola.

Perché nasce la TAVI?

Non tutti i pazienti possono affrontare la chirurgia tradizionale, soprattutto se sono molto anziani o hanno altre malattie importanti (come problemi ai reni, ai polmoni o al cuore). Per questi pazienti, la TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica) rappresenta una nuova possibilità. Si tratta di inserire una nuova valvola attraverso un vaso sanguigno, senza dover aprire il torace.

Come si esegue la TAVI?

  • Approccio transfemorale: la valvola viene inserita attraverso un'arteria nella gamba.
  • Approccio transapicale: la valvola viene inserita attraverso una piccola apertura nel torace vicino al cuore.

La scelta dipende dalle condizioni dei vasi sanguigni e del paziente.

Chi può fare la TAVI?

  • Pazienti con stenosi aortica grave e sintomi, di età superiore a 75 anni con alto rischio chirurgico.
  • Pazienti molto anziani (oltre 85 anni) con rischio moderato.
  • Pazienti con protesi valvolari biologiche mal funzionanti e alto rischio per un nuovo intervento chirurgico.
  • Pazienti con condizioni particolari che rendono la chirurgia troppo rischiosa.

Protesi utilizzate

  • CoreValve: valvola con lembi di pericardio di maiale, montata su uno stent autoespandibile.
  • Edwards SAPIEN Valve: valvola con lembi di pericardio di bovino, montata su uno stent espandibile con pallone.

Risultati e complicanze

  • La procedura ha un successo di circa il 90%.
  • La mortalità entro 30 giorni varia tra il 5% e il 18%, a seconda dell'approccio e del centro.
  • Le complicanze più comuni sono problemi ai vasi sanguigni (10-15%) e ictus (3-9%).
  • La funzione della valvola e la qualità di vita migliorano significativamente dopo l'intervento.

Attenzione agli eventi cerebrali

Dopo la TAVI possono verificarsi piccoli emboli cerebrali, anche senza sintomi evidenti. Questo richiede una gestione attenta della terapia con farmaci che prevengono la formazione di coaguli.

La procedura "valve-in-valve"

In alcuni casi si può impiantare una nuova valvola transcatetere sopra una protesi biologica già esistente che non funziona più. Questa tecnica è promettente e può aiutare pazienti con problemi complessi.

Il futuro della TAVI

  • Si stanno sviluppando dispositivi più piccoli e sistemi per proteggere il cervello durante l'intervento.
  • Nuove protesi sono in fase di studio per migliorare i risultati.
  • Grandi studi clinici sono in corso per confrontare la TAVI con la chirurgia tradizionale e capire meglio quando utilizzarla.

In conclusione

La TAVI è una tecnica innovativa e in rapida evoluzione che offre una nuova possibilità di cura per pazienti con stenosi aortica che non possono affrontare la chirurgia tradizionale. Pur essendo ancora in fase di studio, rappresenta un importante passo avanti nel trattamento di questa malattia, migliorando la qualità di vita e la sopravvivenza di molti pazienti anziani o ad alto rischio.

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