Che cos'è lo studio Cardio-Sis
Lo studio Cardio-Sis è stato condotto in diversi centri medici in Italia. Ha coinvolto 1111 persone con pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore batte) uguale o superiore a 150 mmHg, che non avevano il diabete.
L'obiettivo era capire se abbassare la pressione a valori più bassi (sotto 130 mmHg) fosse più efficace rispetto a una riduzione meno marcata (sotto 140 mmHg) nel prevenire l'ipertrofia ventricolare sinistra (IVS). L'IVS è un aumento dello spessore del muscolo del ventricolo sinistro del cuore, che può essere un segno di danno cardiaco causato dalla pressione alta.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzati):
- Un gruppo ha ricevuto un trattamento per ridurre la pressione sotto 140 mmHg (trattamento usuale).
- L'altro gruppo ha ricevuto un trattamento più aggressivo per portare la pressione sotto 130 mmHg.
La scelta dei farmaci usati per abbassare la pressione era libera e decisa dai medici.
Risultati principali
Dopo due anni, l'evento principale studiato, cioè lo sviluppo di ipertrofia ventricolare sinistra, è avvenuto in:
- 17,0% dei pazienti nel gruppo con trattamento usuale (82 su 483 persone).
- 11,4% dei pazienti nel gruppo con trattamento più aggressivo (55 su 484 persone).
Questa differenza è risultata statisticamente significativa, cioè molto probabilmente reale e non casuale (p=0.013).
In conclusione
Lo studio Cardio-Sis mostra che abbassare la pressione arteriosa a valori più bassi di 130 mmHg può ridurre il rischio di danni al cuore, come l'ipertrofia ventricolare sinistra, in persone con pressione alta ma senza diabete. Questo suggerisce che una gestione più attenta della pressione può essere importante per la salute del cuore.