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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/05/2010 Lettura: ~2 min

E se la placca è alla carotide?

Fonte
JACC Cardiovasc Interv 2010;3:467-474

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La presenza di placche nelle arterie carotidi, che sono i vasi sanguigni principali che portano il sangue al cervello, può aumentare il rischio di ictus. È importante conoscere le opzioni di trattamento e i rischi associati per affrontare questa condizione in modo sicuro e efficace.

Che cos'è l'ateromasia carotidea?

L'ateromasia carotidea è l'accumulo di placche di grasso e altre sostanze all'interno delle arterie carotidi. Queste placche possono ridurre il flusso di sangue al cervello e aumentare il rischio di ictus ischemico, che è causato da un blocco del flusso sanguigno.

Quanto è diffusa?

  • Colpisce circa il 5-10% delle persone sopra i 65 anni.
  • Le stenosi (restringimenti) gravi sono meno comuni, meno dell'1%.
  • Il rischio annuo di ictus in queste persone varia dall'1% al 4,3%.
  • L'attacco ischemico transitorio (TIA), un episodio temporaneo di ridotto flusso sanguigno cerebrale, è un segnale importante che aumenta il rischio di ictus fino al 15% nel mese successivo.

Quali sono le opzioni di trattamento?

Due procedure principali possono aiutare a ridurre il rischio di ictus causato da placche carotidi:

  • Endoarterectomia carotidea (CEA): un intervento chirurgico che rimuove la placca dall'arteria.
  • Stenting carotideo (CAS): una procedura meno invasiva in cui si inserisce un piccolo tubicino metallico (stent) per mantenere aperta l'arteria.

Quali sono i rischi e i benefici?

  • La CEA è considerata utile se il rischio di complicazioni durante o subito dopo l'intervento è basso (meno del 3% per chi non ha sintomi, meno del 6% per chi ha già avuto sintomi).
  • Studi recenti mostrano che CEA e CAS hanno risultati simili nel prevenire ictus a lungo termine.
  • Con la CEA c'è un rischio leggermente maggiore di infarto cardiaco e problemi neurologici temporanei, mentre con il CAS questi rischi sono minori.
  • Le due procedure possono essere considerate complementari, cioè scelte in base alle caratteristiche specifiche di ogni paziente.

In conclusione

L'ateromasia carotidea è una condizione che può aumentare il rischio di ictus, soprattutto nelle persone anziane. Esistono due principali trattamenti, la chirurgia e lo stenting, che hanno efficacia simile ma differenze nei rischi associati. La scelta della terapia più adatta dipende dalla situazione individuale e dalla valutazione medica approfondita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

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