Che cosa è cambiato nel trattamento dell'ictus
Uno studio importante ha analizzato i dati di oltre 24.000 pazienti con ictus trattati con una terapia chiamata trombolitica, che aiuta a sciogliere i coaguli di sangue nel cervello.
Prima, questa terapia veniva usata principalmente entro le prime 3 ore dall'inizio dei sintomi. Ora, grazie a due studi pubblicati nel 2008, chiamati ECASS3 e SITS-ISTR, si è capito che è sicuro ed efficace usarla anche tra le 3 e le 4,5 ore dopo l'inizio dell'ictus.
Cosa significa questo per i pazienti
- Il numero di pazienti trattati tra le 3 e le 4,5 ore è aumentato molto.
- Questo non ha ridotto il numero di persone trattate entro le prime 3 ore, come temevano i medici.
- Circa il 20% dei pazienti ora riceve il trattamento in questa finestra di tempo più ampia.
Rischi e benefici del trattamento tardivo
Lo studio ha mostrato che, rispetto ai trattamenti precoci, ci sono alcuni rischi leggermente maggiori nei pazienti trattati tra le 3 e le 4,5 ore:
- Un aumento dell'emorragia cerebrale sintomatica (2,2% contro 1,7%).
- Una mortalità un po' più alta.
Tuttavia, questi rischi non sono così grandi da sconsigliare l'uso del trattamento trombolitico anche in questa fase più tardiva.
In conclusione
Grazie a nuovi studi, oggi è possibile trattare l'ictus con la trombolisi anche fino a 4,5 ore dall'inizio dei sintomi. Questo ha permesso di aiutare più pazienti senza ridurre gli interventi precoci. Sebbene ci siano alcuni rischi leggermente maggiori, il beneficio complessivo del trattamento rimane importante e supporta il suo uso anche in questa finestra temporale più ampia.