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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/06/2010 Lettura: ~2 min

Ictus: un cambiamento nel trattamento

Fonte
Dati e analisi dal registro SITS (Safe Implementation of Treatments in Stroke) e studi ECASS3 e SITS-ISTR pubblicati nel 2008.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Negli ultimi anni, il modo di trattare l'ictus è cambiato grazie a nuove scoperte scientifiche. Ora è possibile intervenire efficacemente anche in una finestra di tempo più ampia rispetto a prima. Questo aggiornamento può aiutare più persone a ricevere cure tempestive e migliorare le loro possibilità di recupero.

Che cosa è cambiato nel trattamento dell'ictus

Uno studio importante ha analizzato i dati di oltre 24.000 pazienti con ictus trattati con una terapia chiamata trombolitica, che aiuta a sciogliere i coaguli di sangue nel cervello.

Prima, questa terapia veniva usata principalmente entro le prime 3 ore dall'inizio dei sintomi. Ora, grazie a due studi pubblicati nel 2008, chiamati ECASS3 e SITS-ISTR, si è capito che è sicuro ed efficace usarla anche tra le 3 e le 4,5 ore dopo l'inizio dell'ictus.

Cosa significa questo per i pazienti

  • Il numero di pazienti trattati tra le 3 e le 4,5 ore è aumentato molto.
  • Questo non ha ridotto il numero di persone trattate entro le prime 3 ore, come temevano i medici.
  • Circa il 20% dei pazienti ora riceve il trattamento in questa finestra di tempo più ampia.

Rischi e benefici del trattamento tardivo

Lo studio ha mostrato che, rispetto ai trattamenti precoci, ci sono alcuni rischi leggermente maggiori nei pazienti trattati tra le 3 e le 4,5 ore:

  • Un aumento dell'emorragia cerebrale sintomatica (2,2% contro 1,7%).
  • Una mortalità un po' più alta.

Tuttavia, questi rischi non sono così grandi da sconsigliare l'uso del trattamento trombolitico anche in questa fase più tardiva.

In conclusione

Grazie a nuovi studi, oggi è possibile trattare l'ictus con la trombolisi anche fino a 4,5 ore dall'inizio dei sintomi. Questo ha permesso di aiutare più pazienti senza ridurre gli interventi precoci. Sebbene ci siano alcuni rischi leggermente maggiori, il beneficio complessivo del trattamento rimane importante e supporta il suo uso anche in questa finestra temporale più ampia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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