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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/06/2010 Lettura: ~2 min

Quanti pazienti con diabete di tipo 2 hanno la dislipidemia aterogena?

Fonte
Studio ACCORD Lipid, dati analizzati da Alberto Zambon, Clinica Medica 1, Università degli Studi di Padova

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 923 Sezione: 3

Introduzione

La dislipidemia aterogena è una condizione comune in persone con diabete di tipo 2, che può aumentare il rischio di problemi cardiaci. Questo testo spiega quanto spesso si presenta questa condizione e perché è importante riconoscerla per una migliore prevenzione.

Che cos'è la dislipidemia aterogena?

La dislipidemia aterogena è un disturbo del metabolismo dei grassi nel sangue, caratterizzato da:

  • Trigliceridi (TG) elevati, cioè valori uguali o superiori a 204 mg/dL;
  • Colesterolo HDL (il cosiddetto "colesterolo buono") basso, cioè valori uguali o inferiori a 34 mg/dL.

Quanti pazienti con diabete di tipo 2 hanno questa condizione?

Nello studio ACCORD Lipid, che ha coinvolto persone con diabete di tipo 2, circa il 17% dei partecipanti aveva questa combinazione di valori, quindi presentava dislipidemia aterogena.

Tuttavia, questa percentuale potrebbe essere un po' sovrastimata perché lo studio ha selezionato pazienti con valori di colesterolo HDL già bassi, e si sa che livelli bassi di HDL sono spesso associati a trigliceridi alti.

Una stima più prudente suggerisce che tra il 12% e il 15% delle persone con diabete di tipo 2 abbia questa condizione.

Perché è importante?

Con l'aumento globale dei casi di diabete di tipo 2, obesità addominale e sindrome metabolica, è probabile che il numero di persone con dislipidemia aterogena aumenti nei prossimi anni.

Riconoscere questa condizione è fondamentale per prevenire il rischio di malattie cardiache.

Cosa suggerisce lo studio ACCORD Lipid?

I risultati dello studio confermano le raccomandazioni delle linee guida nazionali e internazionali sul trattamento delle dislipidemie. In particolare, per i pazienti con diabete di tipo 2 che hanno:

  • Livelli ottimali di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") in base al loro rischio cardiovascolare;
  • Ancora bassi livelli di colesterolo HDL e trigliceridi alti;

è suggerito l'uso di terapie combinate, come l'associazione di statina con fenofibrato o con acido nicotinico, per migliorare il profilo dei grassi nel sangue.

In conclusione

La dislipidemia aterogena è presente in una parte significativa delle persone con diabete di tipo 2. Riconoscerla e trattarla adeguatamente è importante per ridurre il rischio di malattie cardiache. Lo studio ACCORD Lipid supporta le attuali linee guida che consigliano terapie specifiche per i pazienti che, pur avendo controllato il colesterolo LDL, mostrano ancora valori sfavorevoli di colesterolo HDL e trigliceridi.

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