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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/06/2010 Lettura: ~2 min

Interpretazione di un tracciato ECG: onda P e durata del QRS

Fonte
Caso clinico originale 6-2009, analisi di un tracciato ECG con discussione sulla natura dell'onda P e del complesso QRS.

Aggiornato il 09/02/2026

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Categoria: 949 Sezione: 20

Introduzione

In questo testo analizziamo un tracciato elettrocardiografico (ECG) per capire meglio alcune caratteristiche importanti del battito cardiaco. L'obiettivo è comprendere se un particolare segnale rappresenta un'onda P, che indica l'attività degli atri del cuore, o parte del complesso QRS, che riflette l'attivazione dei ventricoli.

Che cosa osserviamo nel tracciato ECG

Nel tracciato ci sono due derivazioni, chiamate II e III, che mostrano l'attività elettrica del cuore da angolazioni diverse. Si nota una "gobba" che potrebbe essere:

  • un'onda P, cioè la parte che indica la contrazione degli atri (le camere superiori del cuore), oppure
  • l'ultima parte del complesso QRS, che rappresenta la contrazione dei ventricoli (le camere inferiori).

Per capire quale delle due ipotesi è più probabile, si osserva la durata del complesso QRS nelle due derivazioni:

  • In derivazione II, la durata del QRS è di circa 120 millisecondi.
  • In derivazione III, la durata del QRS è più breve, circa 100 millisecondi.

Le linee rosse nel tracciato indicano la fine del QRS in entrambe le derivazioni.

Cosa significa questa differenza di durata

Se la "gobba" fosse parte del QRS, significherebbe che in derivazione II il complesso QRS dura più a lungo che in derivazione III. Questo è possibile perché la direzione finale dell'attivazione dei ventricoli potrebbe essere perpendicolare alla linea della derivazione III, quindi non produrrebbe una deflessione visibile in quella derivazione.

Tuttavia, è più probabile che la "gobba" rappresenti un'onda P, cioè l'attività degli atri, piuttosto che una parte del QRS.

Riflessioni sulla diagnosi

Ora è importante chiedersi se questo quadro sia indicativo di una tachicardia sinusale o atriale. Questi termini indicano un battito cardiaco accelerato che parte dall'atrio o dal nodo senoatriale, la parte del cuore che regola il ritmo.

In conclusione

Analizzando il tracciato ECG, la presenza di una "gobba" che probabilmente rappresenta un'onda P suggerisce che non si tratta semplicemente di un'estensione del complesso QRS. La differenza nella durata del QRS tra le derivazioni II e III supporta questa interpretazione. Questo aiuta a capire meglio il tipo di ritmo cardiaco presente, come ad esempio la possibilità di una tachicardia sinusale o atriale.

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