Che cosa si osserva nell'ECG
Dopo aver dato un farmaco, gli intervalli di tempo tra l'onda P (che rappresenta l'attività degli atri, cioè la parte superiore del cuore) e il complesso QRS (che rappresenta l'attività dei ventricoli, la parte inferiore del cuore) diventano molto brevi e cambiano continuamente. Questo non è normale per la normale conduzione tra atri e ventricoli.
Tuttavia, la frequenza con cui battono i ventricoli è esattamente la stessa degli atri, cioè 130 battiti al minuto. Questo fa pensare che gli atri e i ventricoli siano collegati e che l'attività degli atri influenzi quella dei ventricoli.
Il fenomeno del QRS "saltato"
L'impulso elettrico che parte dagli atri non provoca subito la contrazione dei ventricoli, ma lo fa solo dopo un certo ritardo molto lungo. In pratica, un impulso atriale "salta" un battito ventricolare, cioè non viene seguito immediatamente da un battito dei ventricoli, ma solo da quello successivo. Questo è chiamato "fenomeno del QRS saltato".
Come si spiega questo fenomeno
Nel tracciato iniziale si vede una tachicardia sinusale o atriale, cioè un battito cardiaco accelerato che parte dagli atri. C'è un blocco di primo grado nella comunicazione tra atri e ventricoli, cioè il segnale impiega più tempo del normale per passare.
L'onda P è quasi invisibile perché si sovrappone al complesso QRS. Solo una parte dell'attività degli atri si vede alla fine del battito ventricolare.
Quando si somministra l'adenosina, un farmaco che rallenta la trasmissione del segnale tra atri e ventricoli, la frequenza degli atri aumenta leggermente, ma il tempo di trasmissione (intervallo P-R) si allunga ancora di più.
Questo fa sì che l'impulso atriale arrivi troppo tardi per far contrarre i ventricoli subito dopo l'onda P, quindi il battito ventricolare si verifica in ritardo, dopo un "salto" di un battito. Così, l'onda P non è collegata al complesso QRS che si vede subito dopo, ma a quello successivo.
In conclusione
Il fenomeno del QRS "saltato" è un effetto causato da un rallentamento molto marcato della trasmissione del segnale elettrico tra atri e ventricoli, che fa sì che un impulso atriale non provochi subito la contrazione ventricolare, ma solo quella successiva. Questo si osserva in particolari condizioni e con l'uso di farmaci come l'adenosina.