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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2010 Lettura: ~2 min

Analisi di un caso elettrocardiografico: battiti larghi e intervalli RR

Aggiornato il 09/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

In questo caso analizziamo un tracciato elettrocardiografico (ECG) che mostra battiti con caratteristiche particolari. L'obiettivo è capire cosa indicano questi battiti e come interpretare correttamente gli intervalli tra di essi, in modo semplice e chiaro.

Che cosa osserviamo nel tracciato ECG

Nel tracciato si vedono battiti con complessi larghi, chiamati battiti A-F, che terminano cicli di circa 43-44 centesimi di secondo. Questi battiti larghi sono preceduti da cicli più lunghi, che durano tra 68 e 108 centesimi di secondo.

Significato degli intervalli R-R

Gli intervalli R-R rappresentano il tempo tra due battiti cardiaci consecutivi. In questo caso, alcuni intervalli R-R sono relativamente brevi, di 44 o 46 centesimi di secondo. Questi intervalli brevi sono preceduti da cicli che non sono abbastanza lunghi da permettere un fenomeno chiamato aberranza.

Aberranza significa che il battito successivo si propaga in modo anomalo nel cuore a causa di un recupero incompleto del sistema elettrico, spesso dopo un intervallo lungo.

Cosa significa tutto questo?

La domanda che ci poniamo è se questi battiti larghi siano davvero dovuti all'aberranza o se ci sia un altro motivo. Infatti, perché si verifichi l'aberranza, il ciclo precedente dovrebbe essere abbastanza lungo da permettere un recupero incompleto, ma qui non è sempre così.

In conclusione

In questo caso, i battiti larghi sono seguiti da intervalli di durata variabile e alcuni intervalli brevi non sono preceduti da cicli abbastanza lunghi per giustificare un'anomalia di conduzione chiamata aberranza. Questo suggerisce che potrebbe esserci un altro motivo per i battiti larghi, e non sempre si tratta di aberranza.

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