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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/09/2023 Lettura: ~3 min

La terapia tradizionale dello scompenso cardiaco nell'amiloidosi cardiaca

Fonte
Ioannou et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad347.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'amiloidosi cardiaca da transtiretina è una malattia che colpisce il cuore e può portare a un'insufficienza cardiaca progressiva. Negli ultimi anni, sono emerse nuove terapie e conoscenze che stanno cambiando il modo di affrontare questa condizione. In questo testo spiegheremo in modo semplice come funzionano i trattamenti tradizionali per lo scompenso cardiaco in questa malattia e quali sono le evidenze attuali.

Che cos'è l'amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CA)

L'ATTR-CA è una malattia causata da un errore nella struttura di una proteina chiamata transtiretina (TTR). Questa proteina si piega in modo sbagliato e forma delle fibrille insolubili chiamate fibrille amiloidi, che si accumulano nel cuore, nello spazio tra le cellule del muscolo cardiaco. Questo accumulo rende il cuore rigido e meno efficiente, causando una forma di insufficienza cardiaca che peggiora nel tempo.

In passato, questa malattia era considerata rara e senza cure efficaci. Oggi, grazie a miglioramenti nella diagnosi e nuovi farmaci, sappiamo che è più comune di quanto si pensasse e che ci sono possibilità di trattamento.

Il farmaco specifico: tafamidis

Il tafamidis è un farmaco che agisce direttamente sulla proteina TTR, stabilizzandola per evitare che si disgreghi in forme che causano danno al cuore. Studi hanno dimostrato che tafamidis può ridurre il rischio di ricoveri per problemi cardiaci e la mortalità in chi ha questa malattia.

Tuttavia, il costo elevato di tafamidis limita il suo uso in molti paesi.

I farmaci tradizionali per lo scompenso cardiaco e l'ATTR-CA

I farmaci comunemente usati per trattare lo scompenso cardiaco di altre cause non sono stati studiati in modo approfondito nei pazienti con ATTR-CA, perché questi pazienti sono stati spesso esclusi dagli studi clinici. Per questo motivo, non è chiaro se questi farmaci siano utili o meno in questa malattia.

Alcuni studi piccoli hanno dato risultati contrastanti:

  • In alcuni casi, dosi basse di questi farmaci sono state tollerate bene.
  • In altri, i farmaci non sono stati ben tollerati e potrebbero aver peggiorato la situazione.

Le linee guida europee raccomandano di sospendere i beta-bloccanti e di evitare gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACEi) e i bloccanti del recettore dell'angiotensina II (ARB) nei pazienti con ATTR-CA, mentre non danno indicazioni precise sugli antagonisti dei recettori dei mineralcorticoidi (MRA).

Nuove evidenze recenti

Uno studio recente ha analizzato 2371 pazienti con ATTR-CA per capire come vengono usati i farmaci tradizionali e quali effetti hanno:

  • Il 55,4% dei pazienti ha ricevuto beta-bloccanti.
  • Il 57,4% ha ricevuto ACEi o ARB.
  • Il 39,0% ha ricevuto MRA.

Durante un periodo di osservazione di circa 28 mesi:

  • Il 21,7% ha interrotto i beta-bloccanti.
  • Il 32,9% ha interrotto ACEi o ARB.
  • Solo il 7,5% ha interrotto gli MRA.

Lo studio ha mostrato che:

  • Il trattamento con MRA è stato associato a un rischio minore di mortalità in tutta la popolazione e in particolare nei pazienti con una funzione cardiaca conservata (frazione di eiezione superiore al 40%).
  • I beta-bloccanti a basso dosaggio sono stati associati a un rischio minore di mortalità nei pazienti con una funzione cardiaca più compromessa (frazione di eiezione pari o inferiore al 40%).
  • Non sono state trovate differenze significative per ACEi o ARB.

In conclusione

I farmaci tradizionali per lo scompenso cardiaco non sono ancora usati in modo diffuso nei pazienti con ATTR-CA. Chi li ha ricevuti spesso aveva una forma più grave della malattia. I beta-bloccanti e gli ACEi/ARB sono stati spesso sospesi, mentre gli MRA sono stati interrotti raramente.

Le evidenze suggeriscono che:

  • I beta-bloccanti a basse dosi possono aiutare chi ha una funzione cardiaca ridotta.
  • Gli MRA possono ridurre il rischio di morte in generale.

Tuttavia, questi risultati devono essere confermati da studi più ampi e controllati nel futuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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