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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2010 Lettura: ~1 min

Interpretazione di un tracciato ECG con onde P retrograde

Fonte
Il testo originale spiega che un'onda P retrograda appare negativa nella derivazione II dell'ECG e che dopo il complesso QRS si può osservare un'onda P positiva che indica il ritorno dell'impulso elettrico.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 954 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come interpretare un particolare segno in un elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l'attività elettrica del cuore. Capire questi dettagli aiuta a riconoscere come il cuore funziona e se ci sono segnali particolari da osservare.

Che cos'è un'onda P retrograda?

L'onda P rappresenta l'attività elettrica che fa contrarre la parte superiore del cuore, chiamata atrio. Normalmente, questa onda si muove in una direzione specifica nel tracciato ECG.

Quando si parla di onda P retrograda, significa che questa attività si muove in senso opposto rispetto al normale. In pratica, l'impulso elettrico torna indietro invece di andare avanti.

Cosa significa nel tracciato ECG?

  • In una delle derivazioni dell'ECG, chiamata derivazione II, l'onda P retrograda appare come una onda negativa, cioè rivolta verso il basso nel grafico.
  • Dopo il complesso QRS, che rappresenta la contrazione principale del cuore, si può osservare un'onda P positiva, che indica che l'impulso elettrico sta tornando indietro.

Perché è importante?

Riconoscere un'onda P retrograda aiuta i medici a capire se il cuore sta funzionando in modo normale o se ci sono ritmi particolari che richiedono attenzione.

In conclusione

Un'onda P retrograda è un segno che l'impulso elettrico nel cuore si muove in senso opposto al normale. Nel tracciato ECG, questo si vede come un'onda negativa nella derivazione II, seguita da un'onda P positiva dopo il complesso QRS. Capire questo aiuta a interpretare correttamente il funzionamento del cuore.

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