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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2010 Lettura: ~3 min

Caso 11-2008: Tachicardia da rientro nodale con conduzione 2:1

Aggiornato il 08/02/2026

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Introduzione

In questo caso analizziamo un tracciato elettrocardiografico (ECG) che mostra un tipo particolare di aritmia chiamata tachicardia da rientro nodale. Cercheremo di spiegare in modo semplice come si manifesta e cosa si osserva nel ritmo cardiaco.

Che cos'è la tachicardia da rientro nodale?

La tachicardia da rientro nodale è un'aritmia in cui il battito cardiaco accelera a causa di un circuito elettrico anomalo all'interno del nodo atrioventricolare (nodo A-V), una zona del cuore che regola il passaggio degli impulsi dal cuore superiore (atri) a quello inferiore (ventricoli).

Cosa mostra l'ECG in questo caso?

  • Inizialmente si osserva una conduzione 2:1 tra atri e ventricoli: significa che per ogni due impulsi provenienti dagli atri, solo uno raggiunge i ventricoli.
  • Questo tipo di conduzione è raro ma possibile nella tachicardia da rientro nodale.
  • Non si verifica invece in un altro tipo di tachicardia da rientro che coinvolge una via accessoria esterna al nodo A-V.

Dettagli del ritmo e delle onde osservate

Il tracciato mostra un ritmo normale (ritmo sinusale) seguito da un impulso prematuro dagli atri (extrasistole atriale). Questo impulso arriva ai ventricoli con un ritardo molto lungo rispetto al normale (intervallo P-R allungato).

Subito dopo si vede quello che sembra un battito atriale anomalo, con onde P (che rappresentano l'attività degli atri) con caratteristiche diverse dal normale:

  • Onde P negative nella derivazione II (una posizione specifica dell'ECG).
  • Onde P positive nella derivazione V1.
  • Queste onde P si trovano a metà tra due battiti ventricolari (QRS) e hanno un intervallo P-R più lungo del normale.

Durante la registrazione, la frequenza dei battiti ventricolari raddoppia improvvisamente. I primi tre battiti mostrano un tipo di conduzione alterata chiamata "conduzione aberrante" con caratteristiche simili a un blocco di branca sinistra, mentre i battiti successivi tornano a essere stretti e normali.

Come si spiega questo comportamento?

Il cuore ha due vie di conduzione nel nodo A-V: una via lenta e una via rapida. L'impulso prematuro non può passare attraverso la via rapida perché è ancora in fase di recupero (refrattaria), quindi passa solo attraverso la via lenta.

Quando l'impulso arriva al punto dove le due vie si uniscono, può tornare indietro (retrocedere) attraverso la via rapida verso gli atri, anche se questa onda retrograda non si vede perché coincide con il battito ventricolare (QRS).

Da qui, l'impulso può ripartire verso i ventricoli attraverso la via lenta e poi ancora retrocedere, creando un circuito di rientro. Tuttavia, a un certo punto l'impulso si blocca in una zona al di fuori del circuito principale, quindi non si genera un battito ventricolare visibile, ma si registra solo un'onda P anomala.

Per un certo periodo, la conduzione anterograda (dall'alto verso il basso) rimane 2:1, ma poi torna normale (1:1). I primi battiti dopo il ripristino mostrano conduzione alterata per fenomeni chiamati "Ashman" e "linking", che poi si risolvono.

In conclusione

Questo caso mostra come la tachicardia da rientro nodale possa presentarsi con una conduzione anomala 2:1 e come il cuore utilizzi due vie di conduzione diverse per trasmettere gli impulsi elettrici. Le variazioni nel ritmo e nella conduzione osservate all'ECG aiutano a capire meglio il funzionamento di questa aritmia complessa ma ben definita.

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