Che cosa si osserva
Il pacemaker utilizzato è di tipo DDD. Questo significa che può stimolare sia gli atri (le camere superiori del cuore) sia i ventricoli (le camere inferiori), e può anche rilevare i segnali elettrici del cuore in entrambe le parti.
Nel caso specifico, il ritmo atriale è una fibrillazione, cioè un battito rapido e irregolare degli atri. Il pacemaker cerca di sincronizzare la stimolazione del cuore in base agli impulsi che rileva negli atri, un meccanismo chiamato pacing atrio-guidato.
Come funziona il sensing atriale
Il dispositivo rileva gli impulsi atriali, ma a volte lo fa in ritardo, poco prima che finisca un intervallo chiamato intervallo ventricolo-atriale (VAI). Altre volte, invece, il rilevamento avviene più presto durante questo intervallo.
Per capire meglio come il pacemaker risponde, si può osservare la variabilità degli intervalli stimolo-stimolo. Questi intervalli misurano il tempo tra uno stimolo inviato dal pacemaker e il successivo.
Cosa aspettarsi
- Gli intervalli stimolo-stimolo possono variare a seconda di quando il pacemaker rileva l'impulso atriale.
- Questa variabilità indica che il dispositivo si adatta ai segnali irregolari del cuore.
- Le possibili misure degli intervalli stimolo-stimolo possono andare da circa 800 fino a 1400 millisecondi, a seconda della risposta del pacemaker.
In conclusione
Il pacemaker DDD in presenza di fibrillazione atriale cerca di sincronizzare la stimolazione del cuore in modo variabile, a seconda di quando rileva gli impulsi atriali. Questa variabilità degli intervalli stimolo-stimolo è una caratteristica normale e indica l'adattamento del dispositivo al ritmo irregolare del cuore.