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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2010 Lettura: ~2 min

Caso clinico: ingrandimento atriale sinistro e battiti di scappamento giunzionale

Fonte
Caso clinico pubblicato nel 2008, analisi di un ECG con ingrandimento atriale sinistro e battiti di scappamento giunzionale.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 960 Sezione: 20

Introduzione

In questo caso clinico analizziamo un tracciato elettrocardiografico (ECG) che mostra segni di ingrandimento dell'atrio sinistro e la presenza di battiti particolari chiamati battiti di scappamento giunzionale. Spiegheremo in modo semplice come riconoscere questi segni e cosa significano.

Che cosa indica l'ECG

Nel tracciato ECG si osserva che l'onda P, che rappresenta l'attività elettrica degli atri, ha una durata di 0,17 secondi e una forma particolare chiamata difasica (con una parte positiva e una negativa) nella derivazione V1. La componente negativa è ampia, profonda circa 2 millimetri e larga 0,10 secondi.

Queste caratteristiche indicano un ingrandimento dell'atrio sinistro, cioè una dilatazione di questa parte del cuore. Questo è confermato anche dalla storia clinica del paziente, che ha una valvulopatia mitralica (problema alla valvola mitrale) trattata con una sostituzione valvolare.

Battiti di scappamento giunzionale

Dopo ogni battito normale, chiamato battito sinusale, si vede un altro battito con la stessa forma ma che arriva più tardi e non è preceduto dall'onda P. Questi battiti si chiamano battiti di scappamento giunzionale e indicano che il cuore genera un impulso elettrico da una zona diversa dal nodo senoatriale, che è il normale pacemaker del cuore.

Frequenza cardiaca e intervalli

Gli intervalli tra due battiti sinusali sono in media di 327 centesimi di secondo, cioè circa 3,27 secondi. Questo corrisponde a una frequenza molto bassa, circa 18 battiti al minuto, che è troppo bassa per una normale bradicardia sinusale (battito lento originato dal nodo senoatriale).

Onde P non seguite da un battito ventricolare

Si nota inoltre che in un battito su due, sull'intervallo ST o sull'onda T (parti del tracciato ECG che rappresentano la ripolarizzazione del cuore), compare un'onda P che non è seguita da un battito ventricolare (QRS). Questo significa che l'impulso elettrico si ferma prima di raggiungere i ventricoli.

Domanda importante

Ora una domanda per capire meglio: quali sono le caratteristiche principali di un'extrasistole atriale (un battito prematuro che parte dall'atrio)?

  • La prematurità, cioè il battito arriva prima del previsto rispetto al ritmo normale (ciclo sinusale).
  • La morfologia, cioè la forma dell'onda P è diversa da quella dei battiti normali.
  • Oppure entrambe, prematurità e morfologia.

In conclusione

Questo caso mostra come un ECG possa rivelare un ingrandimento dell'atrio sinistro e la presenza di battiti di scappamento giunzionale, oltre a battiti prematuri atriali. Riconoscere questi segni aiuta a comprendere meglio la funzione del cuore e le eventuali alterazioni del ritmo.

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