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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2010 Lettura: ~2 min

Analisi di un tracciato ECG con alterazioni del tratto ST

Fonte
Caso 3-2008 (16)

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 963 Sezione: 20

Introduzione

Questo caso riguarda l'interpretazione di un elettrocardiogramma (ECG) che mostra alcune caratteristiche particolari. È importante capire cosa indicano queste alterazioni per riconoscere la natura del ritmo cardiaco e la presenza di eventuali lesioni al cuore.

Che cosa si osserva nel tracciato ECG

Le onde che sembrano onde P, cioè le piccole onde che indicano l'attività degli atri (le camere superiori del cuore), non sono di origine normale. Infatti, gli intervalli di tempo tra queste onde non corrispondono a un ritmo sinusale o atriale regolare, come ci si aspetterebbe in un cuore sano.

Gli intervalli tra queste onde si alternano regolarmente tra un valore più lungo e uno più breve. Questo andamento è simile a quello degli intervalli R-R, che rappresentano il tempo tra due battiti ventricolari consecutivi (le camere inferiori del cuore). Questo suggerisce che le onde apparentemente P sono in realtà collegate ai complessi QRS, cioè ai battiti ventricolari.

Significato del tratto ST sopraslivellato

La deflessione che sembra un'onda P è in realtà il tratto ST sopraslivellato. Il tratto ST è una parte dell'ECG che, se elevata rispetto alla linea di base, indica una possibile lesione del cuore, in particolare una lesione subepicardica, cioè una zona danneggiata sulla superficie esterna del muscolo cardiaco.

Domanda importante

Se non ci sono onde P visibili che indicano l'attività degli atri, da dove proviene il ritmo cardiaco? Le possibili origini sono:

  • ritmo giunzionale: il battito parte da una zona intermedia del cuore, tra atri e ventricoli;
  • ritmo ventricolare: il battito parte direttamente dai ventricoli.

In conclusione

In questo caso, le onde che sembrano onde P non sono tali, ma rappresentano un'alterazione del tratto ST dovuta a una lesione del cuore. Questo cambia l'interpretazione del ritmo cardiaco, che non è sinusale o atriale, e ci porta a considerare ritmi che partono da altre zone del cuore.

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