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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/06/2010 Lettura: ~4 min

Analisi di un ECG in paziente con pacemaker DDD e fibrillazione atriale

Fonte
Caso 12-2007 (27) da ECGonline, spiegazione a cura di Giuseppe Oreto, Vincenzo Carbone, Francesco Luzza, Antonino Donato, Gaetano Satullo e Maria Pia Calabrò.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 972 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e semplice l'interpretazione di un elettrocardiogramma (ECG) di un paziente con pacemaker bicamerale (DDD) e fibrillazione atriale. L'obiettivo è comprendere come funziona il cuore in questa situazione particolare e come il pacemaker interagisce con l'attività elettrica del cuore.

Che cosa mostra l'ECG

L'ECG analizzato è stato registrato in un paziente con pacemaker DDD, che stimola sia l'atrio sia il ventricolo del cuore. L'attività spontanea degli atri è irregolare a causa di una fibrillazione atriale, una condizione in cui non si vedono le normali onde P e si osservano piccole irregolarità elettriche.

I complessi QRS, che rappresentano l'attività dei ventricoli, hanno una forma tipica di blocco di branca destra e mostrano un ritmo particolare chiamato bigeminismo, cioè un'alternanza regolare di battiti più brevi e più lunghi.

Cosa significa il bigeminismo in questo caso

Il bigeminismo qui non è causato dall'attività irregolare degli atri, ma da un segnapassi naturale situato nella zona del cuore chiamata fascio di His. Questo segnapassi funziona con una frequenza abbastanza alta (tachicardia automatica giunzionale) ma non tutti i suoi impulsi riescono a raggiungere i ventricoli a causa di un blocco di uscita di secondo grado, che fa sì che solo alcuni impulsi vengano trasmessi.

Questo blocco ha caratteristiche simili al fenomeno di Wenckebach, con un rapporto di conduzione 3:2, cioè su tre impulsi prodotti, due raggiungono i ventricoli e uno viene bloccato.

Come si spiega il ritmo osservato

Un diagramma mostra che il segnapassi naturale emette impulsi regolari, ma alcuni di questi non vengono trasmessi al muscolo cardiaco. Questo crea il ritmo bigemino osservato nell'ECG, con battiti alternati brevi e lunghi.

La durata del ciclo del segnapassi naturale è calcolata misurando l'intervallo tra battiti simili e dividendo per il numero di cicli, ottenendo circa 586 millisecondi.

Il ruolo del pacemaker DDD

Il pacemaker percepisce i battiti ventricolari che arrivano dopo i cicli brevi e si regola di conseguenza. Quando i battiti ventricolari tardano, il pacemaker invia uno stimolo atriale e poi uno ventricolare, anche se il battito spontaneo è già iniziato. Questo provoca la comparsa di due stimoli vicini, chiamati stimolazione ventricolare di sicurezza (Ventricular Safety Pacing - VSP), che protegge il cuore da possibili errori di rilevazione.

Protezione dal "crosstalk" nel pacemaker

Il "crosstalk" è un fenomeno in cui lo stimolo elettrico inviato all'atrio viene erroneamente rilevato dal sensore del ventricolo, causando un blocco improprio della stimolazione ventricolare. Per evitare questo problema, il pacemaker utilizza due meccanismi:

  • Post Atrial Ventricular Blanking (PAVB): un breve periodo in cui il sensore ventricolare è disattivato per non rilevare lo stimolo atriale.
  • Ventricular Safety Pacing (VSP): se un segnale arriva subito dopo il PAVB, il pacemaker invia uno stimolo ventricolare anticipato per garantire la stimolazione corretta.

Questi meccanismi prevengono errori e assicurano un funzionamento sicuro del pacemaker.

Applicazione pratica sull'ECG

Nel caso analizzato, un battito ventricolare spontaneo arriva dopo lo stimolo atriale e può cadere durante il PAVB o nella finestra di VSP. Se cade durante il PAVB, il pacemaker non lo rileva e invia uno stimolo ventricolare al momento programmato, causando una stimolazione simultanea con il battito naturale. Se cade nella finestra di VSP, il pacemaker invia uno stimolo ventricolare anticipato, visibile come due stimoli vicini sull'ECG.

Se invece il battito spontaneo arriva dopo la finestra di VSP, il pacemaker lo rileva e non invia stimoli ventricolari, evitando una stimolazione inutile.

Considerazioni finali

Interpretare l'ECG di un paziente con pacemaker può essere complesso a causa delle molte funzioni avanzate dei dispositivi moderni. In questo caso, non ci sono segni evidenti di malfunzionamento del pacemaker, anche se si osservano molti stimoli che non provocano contrazioni perché l'atrio è in fibrillazione.

La conoscenza di questi meccanismi aiuta a comprendere meglio il funzionamento del cuore e del pacemaker in situazioni complesse.

In conclusione

Questo caso mostra come un ECG di un paziente con pacemaker DDD e fibrillazione atriale possa presentare un ritmo particolare dovuto a un segnapassi naturale giunzionale e a un blocco di uscita di secondo grado. Il pacemaker utilizza meccanismi di protezione come il PAVB e il VSP per evitare errori di rilevazione e garantire una stimolazione sicura. La comprensione di questi aspetti è fondamentale per interpretare correttamente l'ECG e valutare il funzionamento del dispositivo.

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