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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/12/2025 Lettura: ~2 min

BMI e prognosi a 10 anni dopo angioplastica coronarica: il mistero del paradosso dell’obesità

Fonte
Scalamogna M et al. Eur J Prev Cardiol. 2025. doi:10.1093/eurjpc/zwaf753.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Il peso corporeo, misurato attraverso l'indice di massa corporea (BMI), può influenzare la salute a lungo termine dopo un intervento cardiaco chiamato angioplastica coronarica. Questo studio ha analizzato come il BMI sia collegato al rischio di morte e ad altri eventi cardiaci importanti in un periodo di dieci anni, offrendo informazioni utili per comprendere meglio il ruolo del peso nel recupero e nella prevenzione futura.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati di 9.486 pazienti che avevano subito un'angioplastica coronarica con l'inserimento di uno stent medicato. Questi pazienti sono stati divisi in quattro gruppi in base al loro BMI:

  • Sottopeso (92 persone)
  • Normopeso (2.785 persone)
  • Sovrappeso (4.296 persone)
  • Obesi (2.313 persone)

I risultati principali dopo 10 anni

  • I pazienti sottopeso avevano un rischio più alto di morte per qualsiasi causa rispetto a quelli normopeso.
  • I pazienti sovrappeso mostravano un rischio più basso sia di morte totale sia di morte per problemi cardiaci rispetto ai normopeso.
  • Nei pazienti obesi, il rischio di morte non era significativamente diverso da quello dei normopeso.

Altri aspetti osservati

  • I pazienti sovrappeso e obesi avevano un rischio maggiore di formazione di coaguli nello stent entro 30 giorni dall'intervento.
  • Gli obesi avevano un rischio minore di dover ripetere un intervento sul vaso sanguigno trattato.

Interpretazione dei risultati

La relazione tra BMI e rischio di morte ha una forma a "U": sia chi è sottopeso sia chi è obeso possono avere rischi diversi rispetto a chi ha un peso normale o leggermente più alto. Questo fenomeno è chiamato "paradosso dell’obesità" e indica che il BMI può influenzare la prognosi dopo l'angioplastica in modi complessi.

Importanza per la prevenzione

Questi risultati sottolineano l'importanza di strategie personalizzate per la prevenzione dopo l'angioplastica, tenendo conto del peso corporeo di ciascun paziente. Sono necessari ulteriori studi per capire meglio perché il peso influisce in questo modo sulla salute a lungo termine.

In conclusione

Il peso corporeo, misurato dal BMI, è collegato in modo complesso al rischio di morte e ad altri eventi cardiaci dopo un'angioplastica coronarica. I pazienti sovrappeso sembrano avere un rischio più basso di mortalità rispetto ai normopeso, mentre i sottopeso hanno un rischio più alto. Questo "paradosso dell’obesità" richiede ulteriori ricerche per essere compreso e per migliorare la cura personalizzata dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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