Che cosa è successo nel cuore
Dopo due battiti normali, si è verificata un'extrasistole ventricolare, cioè un battito prematuro che nasce nel ventricolo (la camera inferiore del cuore).
Questo impulso anomalo si è diffuso lentamente all'indietro verso gli atri (le camere superiori), creando un'onda chiamata P retrograda con un intervallo lungo tra il battito ventricolare e l'attivazione atriale (circa 400 millisecondi).
Perché non si percepisce l'attivazione atriale
Questa attivazione atriale arriva in un momento chiamato PVARP (periodo refrattario atriale post-ventricolare), durante il quale gli atri non possono rispondere a nuovi stimoli. Quindi, anche se l'impulso arriva, non viene "sentito" dal cuore.
Di conseguenza, il pacemaker invia uno stimolo per l'atrio, che però è inefficace perché l'atrio è ancora in questo periodo refrattario. Subito dopo, il pacemaker stimola il ventricolo, che si contrae normalmente.
Il ciclo che si ripete
Ogni volta che il ventricolo si contrae, l'impulso torna indietro agli atri e li attiva con un'onda P negativa, ma questa attivazione cade sempre nel periodo refrattario (PVARP) e non viene percepita.
Il pacemaker continua quindi a inviare stimoli all'atrio e al ventricolo in modo ripetuto, creando un ciclo continuo di attivazioni inefficaci e contrazioni ventricolari.
Come si chiama questa aritmia
Questa situazione, che dipende dal funzionamento del pacemaker e dalla conduzione retrograda lenta, si chiama tachicardia da rientro A-V pacemaker-mediata, nota anche come endless loop tachycardia (tachicardia a ciclo continuo).
In conclusione
In sintesi, questo tipo di aritmia si verifica quando un battito prematuro nel ventricolo si trasmette lentamente agli atri, ma l'attivazione atriale non viene percepita a causa del periodo refrattario. Il pacemaker continua a stimolare il cuore in un ciclo ripetuto, causando una tachicardia particolare chiamata endless loop tachycardia.