CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/06/2010 Lettura: ~4 min

Funzionamento e fenomeni associati al pacemaker DDD

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 976 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come funziona un pacemaker DDD, un dispositivo che aiuta il cuore a battere regolarmente. Verranno descritti i principali intervalli di tempo che regolano il suo funzionamento e un fenomeno particolare che può verificarsi durante la stimolazione cardiaca.

Che cos'è un pacemaker DDD e come funziona

Il pacemaker DDD è un dispositivo che stimola sia l'atrio (la parte superiore del cuore) sia il ventricolo (la parte inferiore) per mantenere un ritmo cardiaco regolare. Il suo funzionamento si basa su 9 intervalli di tempo importanti:

  • AVI (A-V Interval): è il tempo che passa tra un battito atriale (stimolato o naturale) e lo stimolo successivo al ventricolo. Se l'evento atriale è stimolato, si chiama pAVI, se è naturale, si chiama sAVI.
  • PVARP (Post Ventricular Atrial Refractory Period): è un periodo durante il quale l'atrio non può "sentire" segnali subito dopo uno stimolo o un battito del ventricolo.
  • TARP (Total Atrial Refractory Period): è la somma di AVI e PVARP, cioè il tempo totale in cui l'atrio non può rilevare segnali.
  • LRI (Lower Rate Interval): è l'intervallo che determina la frequenza minima con cui il pacemaker stimola il cuore.
  • VAI (V-A Interval): è il tempo tra un evento ventricolare (stimolato o naturale) e lo stimolo successivo all'atrio.
  • VRP (Ventricular Refractory Period): è il periodo in cui il ventricolo non può percepire nuovi segnali subito dopo uno stimolo o un battito.
  • URI (Upper Rate Interval): è il minimo intervallo possibile tra due stimoli ventricolari, cioè la frequenza massima programmata dal pacemaker.
  • PAVB (Post Atrial Ventricular Blanking): è un breve intervallo dopo uno stimolo atriale durante il quale il ventricolo non "ascolta" per evitare interferenze.
  • VSP (Ventricular Safety Pacing): è un intervallo in cui, se il ventricolo percepisce uno stimolo atriale, invece di bloccare lo stimolo ventricolare, lo anticipa per evitare errori.

Il periodo refrattario e il sensing

Ogni volta che il ventricolo batte o viene stimolato, inizia un periodo chiamato PVARP durante il quale l'atrio non può rilevare segnali. Il TARP è l'intervallo totale in cui l'atrio è "silenzioso" e non può rispondere a stimoli, ed è la somma di AVI e PVARP.

Un esempio di tracciato elettrocardiografico (ECG) con pacemaker DDD

In un esempio di ECG, si vede che il primo battito è stimolato normalmente. Poi arriva un battito prematuro del ventricolo (extrasistole) che si trasmette all'atrio in modo ritardato. L'atrio si attiva ma il pacemaker non lo percepisce perché il segnale cade durante il periodo refrattario (PVARP). Di conseguenza, lo stimolo atriale inviato subito dopo non riesce a far contrarre l'atrio, perché questo è ancora "immunizzato" dal battito precedente. Questo fenomeno è normale e si chiama mancata cattura atriale.

Questa situazione provoca una perdita di sincronizzazione tra atrio e ventricolo, con un intervallo di tempo anomalo tra i battiti. Il pacemaker continua a stimolare seguendo il suo ritmo, ma l'atrio non risponde correttamente, creando una sequenza che si ripete ciclicamente.

Il fenomeno chiamato "sincronismo ventricolo-atriale ripetitivo non reciprocante" (RNRVAS)

Questo ritmo particolare, chiamato RNRVAS, è simile a un'altra condizione chiamata "endless loop tachycardia" (tachicardia a circuito continuo), ma con una differenza importante: nel RNRVAS l'attivazione atriale retrograda (cioè che parte dal ventricolo e torna all'atrio) non viene percepita dal pacemaker, mentre nell'endless loop tachycardia viene percepita e stimola il ventricolo.

Il RNRVAS può causare sintomi legati alla perdita della sincronizzazione tra le due camere del cuore, chiamata "sindrome da pacemaker". Questa sindrome è più comune con altri tipi di stimolazione, ma può presentarsi anche con il pacemaker DDD in certe condizioni.

Come si può prevenire il RNRVAS

Per ridurre la possibilità che si verifichi questo fenomeno, si possono modificare alcune impostazioni del pacemaker, come:

  • Accorciare l'intervallo AVI, cioè il tempo tra stimolo atriale e stimolo ventricolare.
  • Abbassare la frequenza di stimolazione, cioè aumentare il tempo tra i battiti (prolungare il LRI).

Questi cambiamenti aiutano a far sì che lo stimolo atriale arrivi in un momento in cui l'atrio è pronto a rispondere, migliorando la coordinazione tra atrio e ventricolo e impedendo che il fenomeno si ripeta.

In conclusione

Il pacemaker DDD utilizza diversi intervalli di tempo per coordinare la stimolazione dell'atrio e del ventricolo. Durante il suo funzionamento possono verificarsi fenomeni come il RNRVAS, che causano una perdita di sincronizzazione tra le due parti del cuore. Capire questi meccanismi aiuta a migliorare la gestione del dispositivo e a mantenere un ritmo cardiaco efficace e sicuro.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA