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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/09/2023 Lettura: ~4 min

Nuove scoperte sui farmaci per lo scompenso cardiaco presentate al congresso europeo

Fonte
Congresso 2023 dell'Heart Failure Association della Società Europea di Cardiologia (ESC)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 01/02/2026

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Categoria: 1297 Sezione: 2

Introduzione

Il congresso del 2023 dell'Heart Failure Association della Società Europea di Cardiologia ha presentato importanti novità sui farmaci per lo scompenso cardiaco. Questi studi mostrano come alcune terapie possano migliorare la funzione del cuore e la qualità di vita dei pazienti, offrendo nuove speranze per il trattamento futuro.

Il dapagliflozin e il rimodellamento cardiaco

Il dapagliflozin è un farmaco che agisce bloccando un trasportatore chiamato SGLT2. È stato studiato in pazienti con scompenso cardiaco, sia con una funzione del cuore ridotta sia conservata. Uno studio spagnolo chiamato DAPA MODA ha valutato l'effetto del dapagliflozin sul cuore in 162 pazienti seguiti per 6 mesi.

  • È stata osservata una riduzione significativa del volume dell'atrio sinistro, una parte del cuore che raccoglie il sangue.
  • Si è notata anche una diminuzione della massa e dei volumi del ventricolo sinistro, la camera principale del cuore che pompa il sangue.
  • I livelli di un marcatore chiamato NT-proBNP, che indica lo stress del cuore, sono diminuiti del 18%.

Questi risultati suggeriscono che il dapagliflozin aiuta a migliorare la struttura e la funzione del cuore nei pazienti con scompenso cronico già in trattamento ottimale.

Miglioramenti nella qualità di vita e riduzione delle ospedalizzazioni

Analisi di altri studi, DAPA-HF e DELIVER, hanno mostrato che il dapagliflozin riduce le ospedalizzazioni per scompenso, sia quelle più complesse che quelle meno gravi, indipendentemente dalla durata del ricovero. Inoltre, nel DELIVER, i pazienti trattati con dapagliflozin hanno riportato un miglioramento significativo della qualità di vita dopo 8 mesi, misurato con un questionario specifico chiamato Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ).

Sacubitril/valsartan e funzione renale

Un altro studio importante, PARAGLIDE-HF, ha confrontato due farmaci, sacubitril/valsartan e valsartan, in pazienti con scompenso e funzione cardiaca conservata o lievemente ridotta. Il sacubitril/valsartan ha mostrato una maggiore riduzione dei livelli di NT-proBNP a 4 e 8 settimane, anche se con un margine di significatività limitato.

  • Ha ridotto il peggioramento della funzione renale, un aspetto importante per la salute generale.
  • Ha però aumentato il rischio di pressione bassa con sintomi (ipotensione).
  • I pazienti con funzione cardiaca fino al 60% hanno ottenuto maggiori benefici.

Monitoraggio invasivo della pressione polmonare

Un dispositivo impiantabile che misura la pressione nelle arterie polmonari è stato testato in uno studio con 348 pazienti con scompenso. Questo monitoraggio ha guidato la terapia e ha portato a:

  • Miglioramento della qualità di vita, misurata con il punteggio KCCQ.
  • Quasi dimezzamento delle ospedalizzazioni per scompenso durante circa 1,8 anni di follow-up.

Il dispositivo è risultato sicuro e ben tollerato. Il beneficio è stato attribuito a un uso più efficace dei diuretici, farmaci che aiutano a eliminare i liquidi in eccesso.

Nuove terapie per amiloidosi cardiaca e cardiomiopatia ipertrofica

L'amiloidosi cardiaca è una malattia in cui proteine anomale si accumulano nel cuore. Il farmaco tafamidis rallenta questa accumulazione ma non rimuove quella già presente. Uno studio di fase 1 ha testato un anticorpo chiamato NI006 che può aiutare il sistema immunitario a eliminare queste proteine anomale.

  • Il trattamento è stato sicuro e ben tollerato.
  • Dopo 12 mesi, sono stati osservati segni di riduzione delle proteine anomale nel cuore.
  • Anche i livelli di NT-proBNP e di troponina T, indicatori di stress e danno cardiaco, sono diminuiti.

Questi risultati sono molto promettenti per il futuro trattamento dell'amiloidosi cardiaca.

Aficamten per la cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva

L'aficamten è un farmaco che agisce riducendo l'eccessiva contrazione delle cellule del cuore in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva, una forma di malattia del muscolo cardiaco senza ostruzione al flusso sanguigno.

  • In uno studio con 41 pazienti, la maggior parte ha raggiunto la dose più alta del farmaco senza effetti collaterali gravi.
  • Il 58% ha mostrato un miglioramento dei sintomi e della qualità di vita.
  • La dispnea (difficoltà a respirare) è migliorata in più della metà dei pazienti.
  • La funzione del cuore è rimasta stabile o è migliorata, con effetti reversibili in caso di riduzione temporanea.
  • Non sono stati segnalati eventi avversi gravi legati al farmaco.

Un nuovo studio di fase 3 è previsto per valutare ulteriormente i benefici di questo trattamento.

In conclusione

Le recenti ricerche presentate al congresso europeo mostrano progressi importanti nel trattamento dello scompenso cardiaco e di altre malattie cardiache complesse. Farmaci come il dapagliflozin e sacubitril/valsartan migliorano la funzione cardiaca e la qualità di vita, mentre nuove terapie e tecnologie, come il monitoraggio invasivo della pressione polmonare, gli anticorpi per l'amiloidosi e l'aficamten per la cardiomiopatia ipertrofica, aprono nuove possibilità per i pazienti. Questi sviluppi offrono speranza per trattamenti più efficaci e personalizzati in futuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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