CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/06/2010 Lettura: ~3 min

Tachicardia da rientro atrio-ventricolare con doppia via nodale

Fonte
Caso clinico pubblicato nel 2007, analisi di un ECG con tachicardia da rientro atrio-ventricolare e doppia via nodale.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 984 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo descrive un caso di tachicardia da rientro atrio-ventricolare, un tipo di aritmia cardiaca caratterizzata da un circuito elettrico anomalo nel cuore. L'analisi si basa sull'elettrocardiogramma (ECG), uno strumento che registra l'attività elettrica del cuore, per capire come si comporta l'impulso elettrico in questa situazione particolare.

Che cosa mostra l'ECG

L'ECG evidenzia una tachicardia da rientro atrio-ventricolare associata a una duplice via nodale. Questo significa che l'impulso elettrico circola in modo anomalo tra atri e ventricoli attraverso due percorsi diversi nel nodo atrio-ventricolare.

Caratteristiche principali osservate

  • Intervalli R-R alternanti: i battiti del cuore non sono regolari, ma si alternano tra intervalli più brevi e più lunghi (circa 0,30 e 0,35 secondi).
  • Alternanza elettrica: l'intensità dell'attività elettrica dei ventricoli cambia alternando battiti con voltaggio maggiore e minore.
  • Presenza di onde P tardive: dopo ogni battito ventricolare appare un'onda P (che rappresenta l'attività atriale) ritardata rispetto al battito stesso, deformando una parte dell'onda T (che rappresenta la fase di recupero del ventricolo).

Questi elementi, soprattutto il ritardo dell'onda P, indicano che la tachicardia è sostenuta da un circuito che coinvolge un fascio di Kent, una via elettrica accessoria che collega atri e ventricoli.

Spiegazione dell'alternanza degli intervalli

L'alternanza degli intervalli R-R dipende dall'alternanza degli intervalli P-R, cioè del tempo che l'impulso impiega per passare dall'atrio al ventricolo attraverso il nodo atrio-ventricolare e il sistema di conduzione del cuore.

  • Gli intervalli P-R misurano alternativamente circa 0,18 e 0,23 secondi.
  • Gli intervalli R-P, che rappresentano il tempo di conduzione dall'atrio al ventricolo in senso inverso (retrogrado) lungo il fascio di Kent, sono costanti e durano circa 0,12 secondi.

Questa alternanza si spiega con la presenza di due vie nel nodo atrio-ventricolare:

  • Una via rapida, detta "via beta", che conduce l'impulso velocemente.
  • Una via lenta, detta "via alfa", con tempi di conduzione più lunghi.

Meccanismo della tachicardia e blocco nella via rapida

Durante la tachicardia da rientro ortodromica:

  • Il fascio di Kent trasmette l'impulso dal ventricolo all'atrio (conduzione retrograda).
  • Le due vie nodali conducono l'impulso dall'atrio al ventricolo (conduzione anterograda).

Tuttavia, la via rapida presenta un blocco 2:1, cioè solo un impulso ogni due riesce a passare, perché il suo periodo di riposo (periodo refrattario) è più lungo del ciclo più breve della tachicardia.

Di conseguenza, un impulso su due viene bloccato nella via rapida e passa invece attraverso la via lenta, che impiega più tempo. Questo crea l'alternanza degli intervalli P-R e quindi degli intervalli R-R.

Questa alternanza provoca anche l'alternanza elettrica, con un leggero cambiamento nella forma dei battiti, che si manifesta ogni due battiti.

In conclusione

Questo caso mostra una forma particolare di tachicardia da rientro atrio-ventricolare causata da un circuito elettrico che coinvolge due vie nel nodo atrio-ventricolare e un fascio accessorio. La presenza di un blocco parziale nella via rapida crea un'alternanza nei tempi di conduzione e nei battiti cardiaci, che si riflette nell'ECG con intervalli e voltaggi alternati. Questi dettagli aiutano a comprendere meglio il meccanismo dell'aritmia.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA