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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/06/2010 Lettura: ~2 min

La frequenza cardiaca nella coronaropatia: un aspetto importante da considerare

Fonte
Angiology 20/5/2010: OnlineFirst

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

La frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti del cuore al minuto, è un elemento molto importante per chi ha una malattia delle arterie coronarie, che sono i vasi che portano sangue al cuore. Questo testo spiega perché è fondamentale controllarla e come la terapia con farmaci chiamati beta bloccanti può aiutare, anche se spesso non viene usata al meglio.

Che cosa significa avere una coronaropatia stabile?

La coronaropatia stabile è una condizione in cui le arterie del cuore sono parzialmente ostruite, ma i sintomi, come il dolore al petto (angina), sono relativamente controllati e non cambiano rapidamente.

L'importanza della frequenza cardiaca

La frequenza cardiaca a riposo è il numero di battiti del cuore quando una persona è a riposo. È un indicatore importante perché valori più alti possono aumentare il rischio di problemi seri, come infarto o peggioramento della salute del cuore.

Il ruolo della terapia con beta bloccanti

I beta bloccanti sono farmaci che aiutano a ridurre la frequenza cardiaca, permettendo al cuore di lavorare meglio e con meno fatica. Sono particolarmente utili per chi ha una coronaropatia o uno scompenso cardiaco (quando il cuore non pompa bene il sangue).

Cosa mostra lo studio osservazionale

  • Lo studio ha coinvolto 2.226 pazienti con coronaropatia stabile e frequenza cardiaca a riposo superiore a 60 battiti al minuto.
  • Solo il 45,4% dei pazienti con angina riceveva terapia con beta bloccanti.
  • Tra i pazienti con scompenso cardiaco, solo il 56,6% era in terapia con questi farmaci.
  • La frequenza cardiaca era più alta nelle donne, nelle persone con sintomi più gravi (classi III-IV secondo NYHA), nei fumatori e in chi ha un indice di massa corporea (BMI) elevato.
  • La mancata terapia con beta bloccanti era il principale motivo per cui la frequenza cardiaca risultava più alta.
  • La terapia con beta bloccanti ha ridotto significativamente la frequenza cardiaca (da circa 77 a 74 battiti al minuto), anche se spesso non si raggiungevano le dosi consigliate.

Perché è importante fare attenzione alla frequenza cardiaca?

Nonostante le linee guida internazionali suggeriscano di usare i beta bloccanti per controllare la frequenza cardiaca, spesso questo parametro viene trascurato o la terapia non è adeguata. Questo può influire negativamente sulla salute del cuore.

In conclusione

La frequenza cardiaca è un elemento chiave nella gestione della coronaropatia stabile. La terapia con beta bloccanti può aiutare a mantenerla sotto controllo e migliorare la salute del cuore, ma spesso viene usata poco o in dosi troppo basse. È importante riconoscere questo aspetto per prendersi cura al meglio del proprio cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

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