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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/07/2010 Lettura: ~3 min

Controllo della frequenza cardiaca nell’angina stabile: una sfida ancora aperta

Fonte
Postgrad Med J. 2010;86(1014):212-7.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri Aggiornato il 08/02/2026

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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Il controllo della frequenza cardiaca è molto importante per chi ha problemi al cuore, in particolare per chi soffre di angina stabile, una condizione legata a malattie delle arterie del cuore. Uno studio europeo ha analizzato come viene gestito questo aspetto nella pratica quotidiana, evidenziando alcune difficoltà comuni. Vediamo insieme i risultati in modo semplice e chiaro.

Che cosa significa controllare la frequenza cardiaca

La frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto. In persone con problemi cardiaci, come l’angina stabile (un dolore al petto causato da ridotto flusso di sangue al cuore), mantenere la frequenza cardiaca a un livello adeguato aiuta a ridurre il lavoro del cuore e migliorare i sintomi.

Lo studio europeo e i suoi risultati principali

L’European Heart Survey ha osservato quasi 3.800 pazienti con angina stabile che si sono rivolti per la prima volta a centri cardiologici. Ecco cosa è emerso:

  • La frequenza cardiaca media a riposo era di 73 battiti al minuto.
  • Più della metà dei pazienti (52,3%) aveva una frequenza cardiaca superiore a 70 battiti al minuto, un valore considerato alto in questo contesto.
  • Oltre alla frequenza cardiaca elevata, molti pazienti non ricevevano un trattamento adeguato per ridurla già durante la prima visita.

Particolarità nei pazienti con altre malattie

Chi aveva anche malattie respiratorie o diabete era meno spesso trattato con i farmaci chiamati beta-bloccanti, che sono utili per abbassare la frequenza cardiaca. Invece, questi pazienti ricevevano più spesso altri farmaci chiamati calcio-antagonisti. Questi pazienti avevano anche una frequenza cardiaca più alta, tra 75 e 76 battiti al minuto.

Dosi di farmaci e conseguenze

Le dosi di beta-bloccanti usate erano generalmente più basse di quelle raccomandate negli studi clinici. Per esempio, i dosaggi medi dei farmaci più comuni erano:

  • Metoprololo: 75 mg
  • Bisoprololo: 6 mg
  • Carvedilolo: 19 mg
  • Atenololo: 55 mg

Una frequenza cardiaca più alta a riposo è stata collegata a un aumento del rischio di morte per malattie cardiache e a più ricoveri in ospedale per insufficienza cardiaca (quando il cuore non riesce a pompare bene il sangue).

Perché il controllo della frequenza cardiaca è insufficiente

Lo studio mostra che, anche nei pazienti seguiti da cardiologi, il controllo della frequenza cardiaca è spesso insufficiente. Le cause principali sono:

  • Non uso o dosi troppo basse di beta-bloccanti.
  • Timori non sempre giustificati nel prescrivere questi farmaci soprattutto in pazienti con diabete o malattie respiratorie.

Questa situazione porta a un aumento delle ospedalizzazioni e della mortalità per problemi cardiaci nella vita reale.

In conclusione

Controllare la frequenza cardiaca è fondamentale per chi ha angina stabile. Lo studio europeo evidenzia che molti pazienti non ricevono un trattamento adeguato, soprattutto quelli con altre malattie come diabete o problemi respiratori. Questo può aumentare i rischi per la salute. È importante che i medici valutino attentamente il trattamento per mantenere la frequenza cardiaca sotto controllo e migliorare la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri

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