Che cos'è lo studio ATHENA
Lo studio chiamato ATHENA ha coinvolto 4.628 persone con un tipo di aritmia chiamata fibrillazione atriale, che può essere intermittente o continua. L'obiettivo era capire se il farmaco dronedarone potesse ridurre il numero di ricoveri ospedalieri o decessi dovuti a problemi cardiaci.
Chi ha partecipato allo studio
Tra questi pazienti, 209 avevano uno scompenso cardiaco di grado moderato (classificato come NYHA II o III), con una funzione del cuore ridotta (la frazione di eiezione, cioè la capacità del cuore di pompare sangue, era inferiore al 40%).
Risultati principali
- Nel gruppo che non assumeva dronedarone (placebo), 59 su 114 pazienti hanno avuto un evento cardiaco importante.
- Nel gruppo che assumeva dronedarone, 42 su 95 pazienti hanno avuto un evento simile.
- Durante lo studio, sono morti 20 pazienti nel gruppo placebo e 12 nel gruppo dronedarone.
- Per quanto riguarda i ricoveri per peggioramento grave dello scompenso (classe NYHA IV), 54 pazienti nel gruppo placebo e 42 nel gruppo dronedarone sono stati ospedalizzati.
Questi dati mostrano che il dronedarone non ha aumentato il rischio di morte e ha avuto un numero di ricoveri e decessi simile a chi non assumeva il farmaco.
Importante precauzione
Nonostante questi risultati, un altro studio chiamato ANDROMEDA ha evidenziato che il dronedarone non è raccomandato per persone con scompenso cardiaco grave (classe NYHA IV) o con scompenso moderato (classi NYHA II e III) che è instabile, cioè che peggiora rapidamente o non è ben controllato.
In conclusione
Il dronedarone può essere usato in persone con fibrillazione atriale e scompenso cardiaco moderato stabile senza aumentare il rischio di morte o ricovero. Tuttavia, non è indicato in chi ha uno scompenso cardiaco grave o instabile, per evitare possibili rischi.