Che cosa è stato studiato
Un gruppo di 150 persone con diabete di tipo 2 e problemi o fattori di rischio per malattie del cuore ha partecipato a uno studio. Alcuni hanno ricevuto rosiglitazone, altri un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo, per 6 mesi.
Cosa si è misurato
Il risultato principale osservato è stato il picco di ossigeno consumato durante un esercizio fisico intenso, un modo per valutare la capacità del cuore e dei polmoni di fornire ossigeno al corpo.
Risultati principali
- Non è stata trovata una differenza significativa nel picco di ossigeno tra chi ha preso rosiglitazone e chi il placebo.
- Chi ha preso rosiglitazone aveva un valore di ematocrito più basso, cioè una percentuale inferiore di globuli rossi nel sangue (38% contro 41%).
- Il gruppo trattato con rosiglitazone ha mostrato più spesso gonfiore alle estremità (edema periferico) rispetto al gruppo placebo.
Risultati dalla risonanza magnetica cardiaca
In una parte dello studio, 102 partecipanti hanno fatto una risonanza magnetica del cuore per vedere come funzionava:
- Chi ha preso rosiglitazone aveva un volume del cuore più grande alla fine della fase di riempimento (volume telediastolico).
- Inoltre, avevano una maggiore gittata cardiaca, cioè il volume di sangue che il cuore pompa ad ogni battito.
In conclusione
Lo studio mostra che il rosiglitazone non peggiora la capacità del cuore di fornire ossigeno durante l'esercizio fisico in persone con diabete e rischio cardiovascolare. Alcuni effetti come un leggero aumento del gonfiore e modifiche nel volume cardiaco sono stati osservati, ma senza peggioramento della performance cardiovascolare complessiva.