Che cosa è lo studio IMPROVE-HF
Lo studio IMPROVE-HF ha raccolto dati da oltre 15.000 pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta capacità di pompare il sangue (frazione di eiezione <=35%). Questi pazienti erano seguiti in 167 centri cardiologici negli Stati Uniti. L'obiettivo era capire come venivano prescritti i farmaci e se venivano raggiunte le dosi consigliate per ogni tipo di terapia.
Prescrizione dei farmaci nei pazienti con ICD o CRT
I pazienti che avevano ricevuto un defibrillatore impiantabile, una terapia di resincronizzazione o un pacemaker erano generalmente trattati con più attenzione e seguendo meglio le raccomandazioni rispetto agli altri pazienti.
Dosi target raggiunte
- Per i farmaci ACE inibitori o ARB (che aiutano a proteggere il cuore), la percentuale di pazienti che raggiungeva la dose consigliata era intorno al 30-35%, a seconda del tipo di dispositivo impiantato.
- Per i beta-bloccanti (farmaci che aiutano a rallentare il battito cardiaco e migliorare la funzione del cuore), la percentuale era più bassa, tra il 15% e il 20%.
- Per i farmaci che agiscono sui recettori dei mineralcorticoidi (che aiutano a ridurre la ritenzione di liquidi), meno pazienti li assumevano, ma chi li assumeva raggiungeva più spesso la dose raccomandata (oltre il 70%).
Significato dei risultati
Lo studio mostra che i cardiologi tendono a prescrivere con più attenzione i farmaci ai pazienti che hanno ricevuto dispositivi come ICD o CRT. Tuttavia, anche in questi casi, le dosi usate nella pratica quotidiana sono spesso inferiori rispetto a quelle consigliate negli studi clinici.
In conclusione
Lo studio IMPROVE-HF evidenzia che, pur essendo più attenti nella prescrizione ai pazienti con defibrillatori o terapie di resincronizzazione, i medici spesso non raggiungono le dosi ottimali dei farmaci, in particolare dei beta-bloccanti. Questo suggerisce la necessità di continuare a migliorare la gestione farmacologica nell'insufficienza cardiaca.