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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/09/2010 Lettura: ~1 min

Riconoscere la tachicardia ventricolare: un caso clinico

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

In questo caso clinico, analizziamo alcuni segni che aiutano a identificare una particolare forma di aritmia cardiaca chiamata tachicardia ventricolare. È importante capire quali caratteristiche dell'elettrocardiogramma (ECG) possono indicare questa condizione.

Che cosa significa l'intervallo QRS-S

Nell'elettrocardiogramma, il complesso QRS rappresenta l'attività elettrica che fa contrarre i ventricoli del cuore. Nel secondo complesso della derivazione V2, l'intervallo tra l'inizio del QRS e il punto più basso dell'onda S (chiamato nadir) è di 110 millisecondi. Questo valore suggerisce che l'origine del battito è nei ventricoli, indicando una tachicardia ventricolare.

Altri segni della tachicardia ventricolare

Oltre a questo intervallo, c'è un altro elemento importante che conferma la diagnosi di tachicardia ventricolare. Tra le possibili caratteristiche da osservare troviamo:

  • Dissociazione atrio-ventricolare (A-V): quando gli atri e i ventricoli battono in modo indipendente.
  • Concordanza precordiale: un particolare modello uniforme delle onde nell'area del torace.
  • Morfologia del QRS in V1 e/o V6: la forma del complesso QRS in queste derivazioni specifiche dell'ECG.

In conclusione

Un intervallo di 110 millisecondi tra l'inizio del QRS e il nadir dell'onda S nella derivazione V2 suggerisce che la tachicardia ha origine nei ventricoli. La presenza di altri segni come la dissociazione A-V, la concordanza precordiale o la forma del QRS in V1 e V6 aiuta a confermare questa diagnosi.

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