Che cosa significa l'attivazione atriale concentrica
Quando l'impulso che fa contrarre gli atri parte dai ventricoli o dal fascio di His (una parte del sistema di conduzione del cuore), l'attivazione degli atri avviene dal basso verso l'alto e da dietro verso davanti. Questo si chiama attivazione atriale concentrica.
In questo caso, le onde P (che rappresentano l'attivazione degli atri nell'ECG) sono negative nelle derivazioni inferiori (i canali che registrano l'attività elettrica da certe posizioni) e positive nella derivazione V1.
Cosa osserviamo nell'ECG descritto
In questo specifico ECG, le onde P sono invece positive nelle derivazioni inferiori e negative in V1. Questo è l'opposto di quanto ci si aspetterebbe se l'impulso partisse dai ventricoli.
Questa osservazione è confermata dall'analisi di diversi battiti (chiamati A, B e C):
- Nel battito A, il complesso ventricolare è isolato e sovrapposto alla T del battito B, dove l'onda P coincide con la T.
- Il battito C è uguale al battito A, ma la sua onda T non contiene una P.
Da questi dati si vede chiaramente che l'onda P è negativa in V1 e positiva in II, quindi non può derivare da un impulso che risale dai ventricoli agli atri (retroconduzione ventricolo-atriale).
Interpretazione delle onde P sinusali dissociate
Le onde P osservate sono sinusali, cioè generate dal nodo senoatriale, la normale fonte dell'impulso cardiaco, ma sono dissociate dai complessi ventricolari (QRS). Questo significa che l'attività degli atri e quella dei ventricoli sono indipendenti in questo caso.
La costanza apparente del rapporto temporale tra le onde QRS (attivazione ventricolare) e le onde P è casuale. Questo succede perché il ciclo sinusale (frequenza atriale) è esattamente il doppio del ciclo della tachicardia ventricolare (frequenza ventricolare). Questo fenomeno si chiama sincronizzazione.
Frequenze cardiache e il loro significato
- La frequenza ventricolare è di 172 battiti al minuto.
- La frequenza atriale è di 88 battiti al minuto.
Quindi, osservando una breve porzione di ECG, il rapporto tra le onde P e i complessi QRS sembra costante, creando l'illusione che ci sia una conduzione retrograda (dal ventricolo all'atrio). In realtà, non è così.
In conclusione
Le onde P viste in questo ECG sono generate dal normale pacemaker del cuore (nodo senoatriale) e non derivano da impulsi che risalgono dai ventricoli. La frequenza atriale e quella ventricolare sono diverse, ma il loro rapporto crea un'apparenza di sincronizzazione. Questo spiega perché le onde P appaiono in modo particolare e perché non si tratta di conduzione retrograda ventricolo-atriale.