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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2010 Lettura: ~3 min

Analisi di una tachicardia a QRS larghi: diagnosi e interpretazione

Fonte
Caso 5-2008 (59)

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 961 Sezione: 20

Introduzione

In questo testo spieghiamo in modo semplice come interpretare un tipo particolare di ritmo cardiaco chiamato tachicardia a QRS larghi. Vedremo perché non si tratta di un ritmo che parte dalla parte superiore del cuore e quali sono le caratteristiche che aiutano a capire la sua origine. L'obiettivo è fornire una spiegazione chiara e rassicurante di un argomento complesso.

Che cos'è una tachicardia a QRS larghi?

La tachicardia è un ritmo cardiaco accelerato. Quando si parla di QRS larghi, si fa riferimento a una particolare forma dell'impulso elettrico che attraversa i ventricoli, la parte inferiore del cuore. Questa forma indica che l'impulso non segue il percorso normale, ma si propaga in modo anomalo.

Perché questa tachicardia non è sopraventricolare?

  • La forma dei QRS mostra caratteristiche tipiche di un blocco di branca sinistra, cioè un rallentamento nella conduzione elettrica nel lato sinistro del cuore.
  • Le misure temporali (intervalli tra l'inizio del QRS e il punto più basso dell'onda S in alcune derivazioni) sono più lunghe del normale.
  • Il numero di complessi QRS è il doppio rispetto al numero delle onde P, che rappresentano l'attività degli atri (la parte superiore del cuore).

Questi elementi escludono che la tachicardia abbia origine sopra i ventricoli, cioè che sia sopraventricolare con conduzione anomala.

Quali sono le possibili origini della tachicardia?

Escludendo la tachicardia sopraventricolare a conduzione aberrante, restano due possibilità:

  • Tachicardia ventricolare: il ritmo anomalo parte direttamente dai ventricoli.
  • Tachicardia preeccitata: l'impulso passa attraverso un percorso elettrico anomalo chiamato fascio di Kent.

Come si esclude la tachicardia preeccitata?

La presenza di un numero di QRS doppio rispetto alle onde P rende impossibile che si tratti di una tachicardia preeccitata, perché in questo caso il numero di battiti ventricolari non può superare quello atriale.

La diagnosi corretta: tachicardia ventricolare con sincronizzazione

Si osserva che le onde T (che rappresentano la fase finale dell'attività elettrica ventricolare) variano e che ogni seconda onda T contiene un'onda P. Questo indica che il numero di QRS è doppio rispetto a quello delle P, confermando la diagnosi di tachicardia ventricolare.

Inizialmente si potrebbe pensare che ci sia una conduzione retrograda, cioè che l'impulso viaggi dai ventricoli agli atri con un rapporto 2:1, ma un esame più attento mostra che le onde P non hanno la forma tipica di questa conduzione.

Come riconoscere la vera origine delle onde P?

  • Quando l'impulso parte dai ventricoli verso gli atri, le onde P sono negative nelle derivazioni inferiori e positive in V1.
  • In questo caso, invece, le onde P sono positive nelle derivazioni inferiori e negative in V1, cioè hanno una forma opposta.
  • Questo significa che le onde P sono sinusali, cioè originano dal nodo del seno, la normale centralina del cuore.

Quindi, le onde P e i complessi QRS sono dissociati, cioè non collegati tra loro, e la loro costante relazione temporale è solo un caso, dovuto al fatto che la frequenza atriale è esattamente la metà di quella ventricolare. Questo fenomeno si chiama sincronizzazione.

Riassumendo i dati dell'ECG

  • Frequenza ventricolare: 172 battiti al minuto
  • Frequenza atriale: 88 battiti al minuto
  • Rapporto tra onde P e complessi QRS: circa 1 a 2

In conclusione

Questa analisi mostra che la tachicardia a QRS larghi osservata non è di origine sopraventricolare né preeccitata, ma è una tachicardia ventricolare con dissociazione atrio-ventricolare. Le onde P sono generate dal normale pacemaker del cuore e non sono causate da impulsi che tornano indietro dai ventricoli. La costanza del rapporto tra P e QRS è un fenomeno di sincronizzazione e non indica una conduzione retrograda.

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