Che cosa è stato studiato?
Gli autori hanno esaminato pazienti con angina ma senza ostruzioni nelle arterie coronarie, cioè senza blocchi evidenti che riducono il flusso di sangue al cuore. Questi pazienti sono stati selezionati in tre ospedali nel Regno Unito e hanno eseguito diversi test per capire la causa del loro dolore al petto.
I test effettuati
- Coronografia: un esame invasivo che mostra le arterie del cuore.
- Fractional Flow Reserve (FFR): misura se ci sono restringimenti significativi nelle arterie (esclusi se il valore era ≤0,80, cioè con ostruzioni importanti).
- Riserva di flusso coronarico: valuta la capacità delle arterie di aumentare il flusso di sangue al cuore (considerata anormale se inferiore a 2,0).
- Indice di resistenza microvascolare: misura la resistenza nel microcircolo, cioè nei piccoli vasi sanguigni del cuore (anormale se ≥25).
- Test con acetilcolina: serve a verificare se le arterie coronarie si restringono troppo a causa di spasmi.
Come sono stati organizzati i pazienti
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- Un gruppo ha conosciuto i risultati dettagliati dei test (gruppo di intervento).
- L'altro gruppo no, cioè i medici hanno fatto la diagnosi basandosi solo su esami non invasivi e sulla storia clinica (gruppo di controllo).
Risultati principali
- Su 322 pazienti, 250 hanno fatto gli esami invasivi.
- Solo 19 avevano ostruzioni significative nelle arterie.
- La maggior parte aveva angina causata da problemi nei piccoli vasi (microvascolare) o da spasmi delle arterie (vasospastica).
- I pazienti nel gruppo che ha conosciuto i risultati avevano una probabilità 4 volte maggiore di ricevere una diagnosi precisa di disturbo vasomotorio coronarico.
- La diagnosi di questo tipo di angina è aumentata fino al 76,5% in questo gruppo.
- A 6 e 12 mesi, la quantità di dolore al petto non era diversa tra i due gruppi.
- La soddisfazione per il trattamento era però più alta nel gruppo che conosceva i risultati a 12 mesi.
Cosa significa tutto questo?
La diagnosi più precisa ottenuta con i test invasivi non ha ridotto il dolore al petto nel lungo termine. Tuttavia, sapere esattamente qual è la causa dell'angina ha migliorato la soddisfazione dei pazienti riguardo al trattamento ricevuto.
In conclusione
Per chi ha dolore al petto senza blocchi evidenti nelle arterie, eseguire test invasivi può aiutare a identificare meglio la causa. Anche se questo non riduce direttamente il dolore nel tempo, può far sentire i pazienti più soddisfatti del loro percorso di cura.