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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2010 Lettura: ~1 min

Analisi di un ECG in caso di tachicardia da rientro atrioventricolare

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 962 Sezione: 20

Introduzione

In questo testo spieghiamo come interpretare un elettrocardiogramma (ECG) per capire se si tratta di una tachicardia da rientro atrioventricolare, un tipo di battito cardiaco molto veloce. Cercheremo di chiarire quali caratteristiche osservare e perché alcune diagnosi possono essere escluse.

Che cos'è la tachicardia da rientro atrioventricolare (A-V)

La tachicardia da rientro A-V è un disturbo del ritmo cardiaco in cui il cuore batte molto velocemente a causa di un circuito elettrico anomalo tra atri e ventricoli.

Come si riconosce all'ECG

In questo tipo di tachicardia, l'elettrocardiogramma mostra alcune caratteristiche precise:

  • Il numero delle onde P (che rappresentano l'attività degli atri) è uguale al numero dei complessi QRS (che rappresentano l'attività dei ventricoli).
  • Gli intervalli tra l'onda R e l'onda P sono costanti, cioè si ripetono sempre con la stessa durata.

Perché questa diagnosi è esclusa in questo caso

Nel caso specifico di questo ECG, queste due condizioni non si verificano:

  • Il numero delle onde P non corrisponde a quello dei complessi QRS.
  • Gli intervalli tra R e P non sono costanti.

Quindi, la diagnosi di tachicardia da rientro A-V non può essere fatta in questo caso.

In conclusione

Per riconoscere una tachicardia da rientro atrioventricolare è importante osservare che il numero delle onde P e dei complessi QRS sia uguale e che gli intervalli R-P siano sempre uguali. Se queste condizioni non sono presenti, questa diagnosi deve essere esclusa.

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