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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2010 Lettura: ~3 min

Analisi di un ECG con tachicardia e fenomeno di Wenckebach

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 962 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice l'interpretazione di un elettrocardiogramma (ECG) che mostra un tipo particolare di battito cardiaco accelerato, chiamato tachicardia, e un fenomeno specifico nella trasmissione degli impulsi elettrici del cuore, noto come Wenckebach. L'obiettivo è aiutare a comprendere meglio come leggere e capire questi segnali del cuore.

Che cosa mostra l'ECG

L'ECG presenta una tachicardia, cioè un battito cardiaco più veloce del normale, con complessi QRS stretti. I complessi QRS sono le onde che indicano l'attività dei ventricoli, le camere inferiori del cuore. La loro durata è di circa 0,11 secondi, che è considerata relativamente normale.

La forma dei complessi QRS suggerisce la presenza di un blocco fascicolare anteriore, cioè un rallentamento nella trasmissione dell'impulso elettrico in una parte specifica del cuore, chiamata fascicolo anteriore sinistro. Questo è indicato dalla deviazione assiale sinistra (cioè la direzione del segnale elettrico è spostata verso sinistra) e dall'assenza di blocco di branca destra (un altro tipo di rallentamento elettrico).

Attività atriale e conduzione

Si osserva un'attività regolare degli atri (le camere superiori del cuore) con una frequenza di circa 150 battiti al minuto. Le onde P, che rappresentano l'attività degli atri, sono ben visibili e hanno caratteristiche specifiche nelle diverse derivazioni dell'ECG:

  • Negative nelle derivazioni III e aVF
  • Positive in aVR e V1

I complessi ventricolari (QRS) sono separati da intervalli leggermente variabili, con una frequenza media poco superiore a 100 battiti al minuto.

Il rapporto tra le onde atriali (P) e i complessi ventricolari (QRS) varia, ma si riconosce un tipo di conduzione tra atri e ventricoli chiamata fenomeno di Wenckebach, con rapporti di conduzione 3:2 o 4:3. Questo significa che non tutti gli impulsi atriali vengono trasmessi ai ventricoli; per esempio, in un rapporto 3:2, tre impulsi atriali generano due battiti ventricolari.

Il fenomeno di Wenckebach spiegato

Il diagramma a scala mostra come l'intervallo tra l'onda P e il complesso QRS (intervallo P-R) si allunga progressivamente fino a quando un impulso atriale non viene più trasmesso ai ventricoli, causando un "blocco" temporaneo.

Si osservano periodi di conduzione 3:2 seguiti da 4:3, in cui è presente una "P saltata". Questo significa che un'onda P non viene seguita da un battito ventricolare, perché l'impulso non è stato trasmesso. Ad esempio, il terzo impulso in una serie viene condotto e genera un QRS, mentre l'onda P che lo precede (contrassegnata con un asterisco) rappresenta un impulso non condotto.

In questa tachicardia atriale con conduzione A-V (dall'atrio al ventricolo) quasi sempre 3:2 e con fenomeno di Wenckebach, la diagnosi si basa sul riconoscimento delle onde P ectopiche, cioè onde P che hanno un'origine diversa dal normale e che hanno una frequenza più alta rispetto ai QRS.

Un aspetto importante è che, anche se a prima vista può sembrare che atri e ventricoli battano in modo indipendente (dissociazione A-V), l'osservazione attenta mostra invece un rapporto ripetitivo tra le onde atriali e i complessi ventricolari.

Difficoltà nella diagnosi

Un elemento che può creare confusione è l'assenza di una "pausa" dopo l'impulso atriale non condotto. Normalmente, quando un impulso non passa ai ventricoli, ci si aspetta una pausa più lunga prima del battito successivo. Qui, però, l'allungamento progressivo dell'intervallo P-R fa sì che il ciclo con l'impulso bloccato duri quasi quanto i primi due cicli, rendendo la pausa meno evidente.

In conclusione

Questo ECG mostra una tachicardia con un tipo particolare di blocco nella trasmissione degli impulsi elettrici dal cuore superiore (atri) al cuore inferiore (ventricoli), chiamato fenomeno di Wenckebach. La presenza di onde P ectopiche a frequenza superiore a quella dei ventricoli e il rapporto variabile tra atri e ventricoli aiutano a riconoscere questa condizione. Anche se può sembrare complicato, l'analisi attenta delle onde e dei loro intervalli permette di comprendere il ritmo cardiaco e la sua conduzione.

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