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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/10/2023 Lettura: ~2 min

La risonanza magnetica per valutare il rischio di aritmie nella cardiomiopatia ipertrofica

Fonte
Wang et al, European Heart Journal, 2023, DOI: 10.1093/eurheartj/ehad581.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiomiopatia ipertrofica è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di aritmie pericolose. Capire chi ha più probabilità di sviluppare questi problemi è molto importante per prevenire eventi gravi come la morte improvvisa. La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento utile per aiutare i medici a valutare questo rischio in modo più preciso.

Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica e il rischio di aritmie

La cardiomiopatia ipertrofica (HCM) è una malattia in cui il muscolo del cuore si ispessisce in modo anomalo. Questo può causare problemi nel battito cardiaco, chiamati aritmie, che in alcuni casi possono portare a una morte improvvisa.

Perché è importante identificare i pazienti a rischio

Individuare chi ha un rischio maggiore di aritmie pericolose permette di considerare l'impianto di un dispositivo chiamato defibrillatore impiantabile (ICD). Questo apparecchio può intervenire per fermare aritmie gravi e salvare la vita.

Il ruolo della risonanza magnetica cardiaca

Uno studio recente ha analizzato 774 pazienti con HCM che hanno fatto una risonanza magnetica cardiaca. Questo esame aiuta a misurare una sostanza chiamata gadolino che, quando rimane nel cuore più a lungo del normale, indica aree di tessuto danneggiato o cicatriziale, chiamato potenziamento tardivo del gadolinio (LGE).

Cosa è emerso dallo studio

  • Il 5,9% dei pazienti ha avuto eventi legati a morte improvvisa durante circa 7 anni di osservazione.
  • I pazienti con eventi avevano punteggi più alti nei modelli di rischio usati per prevedere la morte improvvisa.
  • Il modello aggiornato del 2022 della Società Europea di Cardiologia (ESC) ha funzionato meglio rispetto a quello del 2014, con una maggiore capacità di riconoscere chi è a rischio.
  • La presenza di LGE superiore al 5% del tessuto cardiaco è stata associata a un rischio sette volte maggiore di eventi gravi.
  • Anche pazienti con LGE tra il 5% e il 15% avevano una prognosi peggiore rispetto a chi aveva meno del 5%.

Cosa significa tutto questo

La risonanza magnetica, misurando il potenziamento tardivo del gadolinio, aiuta a migliorare la valutazione del rischio di aritmie pericolose nella cardiomiopatia ipertrofica. Questo permette ai medici di prendere decisioni più informate sull'uso del defibrillatore impiantabile.

In conclusione

La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento prezioso per identificare i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica che hanno un rischio più alto di aritmie gravi. L'uso del modello ESC aggiornato e la valutazione del tessuto cardiaco con gadolinio migliorano la capacità di prevedere questi eventi, aiutando a scegliere le migliori strategie di prevenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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