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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2010 Lettura: ~1 min

Interpretare il rapporto tra onde P e complessi QRS in un ECG

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

Capire il rapporto tra le onde P e i complessi QRS in un elettrocardiogramma (ECG) è importante per riconoscere alcuni tipi di tachicardia, cioè un battito cardiaco troppo veloce. Qui spieghiamo cosa significa quando questo rapporto non è di 1:1.

Che cosa significa il rapporto 1:1 tra onde P e complessi QRS

Nel cuore, l'onda P rappresenta l'attivazione degli atri, mentre il complesso QRS rappresenta l'attivazione dei ventricoli. Quando il numero di onde P è uguale al numero di complessi QRS, si dice che il rapporto è 1:1.

Questo rapporto è tipico di alcune tachicardie, come la tachicardia da rientro atrio-ventricolare, in cui ogni attivazione atriale è seguita da un'attivazione ventricolare.

Cosa succede se il rapporto non è 1:1

Se il numero di onde P e di complessi QRS non corrisponde, cioè il rapporto non è 1:1, allora la tachicardia da rientro atrio-ventricolare non può essere presente.

Questo perché in questo tipo di tachicardia ogni impulso atriale dovrebbe causare un impulso ventricolare, quindi il numero di onde P e complessi QRS deve essere uguale.

Come procedere

Se si nota che il rapporto non è 1:1, è necessario rivedere l'interpretazione dell'ECG e considerare altre possibili cause o tipi di tachicardia.

In conclusione

Il rapporto tra onde P e complessi QRS è un elemento chiave per capire il tipo di tachicardia. Un rapporto diverso da 1:1 esclude la tachicardia da rientro atrio-ventricolare, aiutando così a indirizzare meglio la diagnosi.

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