Che cos'è lo studio ANTIPAF
Lo studio ANTIPAF (Angiotensin II Antagonisti in Paroxysmal Atrial Fibrillation) ha coinvolto 425 pazienti con fibrillazione atriale parossistica. Questi pazienti potevano già assumere beta-bloccanti, ma non altri farmaci specifici per il cuore come antiaritmici o ACE-inibitori, e non avevano bisogno di sartani per altre malattie cardiache.
Come è stato condotto lo studio
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzato):
- 214 hanno ricevuto il sartano olmesartan, 40 mg al giorno;
- 211 hanno ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
Entrambi i gruppi avevano caratteristiche simili riguardo alla funzione e dimensione dell'atrio, una parte del cuore.
Per un anno, i pazienti hanno inviato quotidianamente almeno un minuto di registrazioni del loro elettrocardiogramma (ECG) tramite telefono, per monitorare la presenza di fibrillazione atriale.
I risultati principali
Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi in termini di:
- numero di episodi di fibrillazione atriale parossistica;
- tempo prima della prima ricomparsa dell'aritmia;
- episodi di fibrillazione atriale con sintomi;
- sviluppo di fibrillazione atriale persistente (che dura più a lungo);
- ricoveri ospedalieri;
- eventi cerebrovascolari (come ictus);
- qualità della vita dei pazienti.
Conclusioni degli autori
Secondo il dottor Gotte, il trattamento con sartani non riduce il numero di episodi di fibrillazione atriale parossistica in pazienti che non hanno altre malattie strutturali del cuore. Quindi, l'uso di questi farmaci per prevenire questa forma di aritmia non è supportato da questo studio.
In conclusione
Il sartano olmesartan non si è dimostrato efficace nel prevenire gli episodi di fibrillazione atriale parossistica in pazienti senza altre malattie cardiache strutturali. Questo significa che, per ora, non è consigliabile utilizzare questo farmaco per questo scopo specifico.