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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/09/2010 Lettura: ~2 min

Doppia mammaria versus singola mammaria negli interventi di bypass coronarico: lo studio ART

Fonte
ESC Congress 2010, Stoccolma; Taggard: Randomized trial to compare bilateral vs single internal mammary coronary artery bypass grafting - ART trial. Eur Heart J 2010

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio ART ha confrontato due tecniche chirurgiche usate negli interventi di bypass coronarico, chiamati CABG. Questo confronto riguarda l'uso di una o due arterie mammarie interne per migliorare il flusso di sangue al cuore. I primi risultati sono rassicuranti e aiutano a capire meglio la sicurezza di queste procedure.

Che cosa significa lo studio ART

Lo studio ART è stato un grande studio clinico che ha coinvolto 3.102 pazienti in 28 ospedali di 7 paesi. Ha confrontato due tecniche usate durante l'intervento di bypass coronarico (CABG): l'uso di una singola arteria mammaria interna (SIMA) contro l'uso di entrambe le arterie mammarie interne (BIMA).

Perché si confrontano queste due tecniche

  • Negli anni '80 alcuni studi suggerivano che usare due arterie mammarie potesse migliorare la sopravvivenza a lungo termine.
  • Non esistevano però studi randomizzati, cioè studi fatti in modo molto rigoroso, per confermare questi risultati.
  • Alcuni esperti temevano che usare due arterie potesse rendere l'intervento più difficile, con tempi più lunghi e un rischio maggiore di infezioni e complicazioni.

Risultati principali a breve termine

I dati presentati riguardano i risultati a 30 giorni e a un anno dall'intervento, mentre l'obiettivo finale dello studio è valutare la sopravvivenza a 10 anni.

  • I tempi dell'intervento e la durata del ricovero erano leggermente più lunghi nel gruppo con due arterie, ma senza differenze significative.
  • A 30 giorni e a un anno, non c'erano differenze importanti tra i due gruppi riguardo a:
    • mortalità per qualsiasi causa,
    • mortalità per problemi cardiaci,
    • ictus,
    • infarto del miocardio,
    • necessità di nuovi interventi per migliorare il flusso sanguigno.
  • La differenza più evidente riguardava la guarigione delle ferite: il gruppo con due arterie aveva un leggero aumento delle revisioni chirurgiche delle ferite (1,9% contro 1,3%).
  • La mortalità complessiva a 30 giorni e a un anno era bassa e simile in entrambi i gruppi, circa l'1,2% e il 2,4% rispettivamente.

Cosa ci dice questo studio

I risultati iniziali mostrano che usare una o due arterie mammarie durante l'intervento di bypass coronarico è sicuro nel breve termine. Non ci sono differenze significative nei rischi principali come la morte o le complicazioni gravi nei primi mesi dopo l'intervento.

In conclusione

Lo studio ART fornisce dati rassicuranti sulla sicurezza dell'uso di una o due arterie mammarie negli interventi di bypass coronarico. Sebbene l'intervento con due arterie possa richiedere tempi leggermente più lunghi e comportare un piccolo aumento delle complicazioni legate alla ferita, non aumenta il rischio di eventi gravi a breve termine. I risultati definitivi sulla sopravvivenza a lungo termine saranno disponibili in futuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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