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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/09/2010 Lettura: ~2 min

Eparina non frazionata: basso dosaggio o dosaggio standard?

Fonte
JAMA. Published online August 31, 2010. doi:10.1001/jama.2010.1320.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due dosaggi di eparina non frazionata, un farmaco usato durante procedure cardiache, per capire quale sia più sicuro e efficace nel prevenire sanguinamenti e altre complicanze.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 2.026 pazienti ad alto rischio con problemi cardiaci, trattati in 179 ospedali. Tutti i pazienti hanno subito un intervento chiamato intervento coronarico percutaneo (PCI), una procedura per migliorare il flusso di sangue al cuore.

I pazienti hanno ricevuto due tipi di dosaggio di eparina non frazionata, un medicinale che aiuta a prevenire la formazione di coaguli:

  • Basso dosaggio: 50 unità per chilogrammo di peso corporeo, indipendentemente dall’uso di altri farmaci.
  • Dosaggio standard: 85 unità per chilogrammo, oppure 60 unità se usavano un altro tipo di farmaco chiamato inibitori della glicoproteina IIb/IIIa.

Obiettivi dello studio

Lo scopo principale era valutare la comparsa di:

  • Sanguinamenti maggiori o minori entro 48 ore dall’intervento.
  • Complicanze importanti nel punto di accesso vascolare (dove è stato inserito il catetere).

Gli obiettivi secondari includevano:

  • Sanguinamenti maggiori dopo 48 ore.
  • Morte, infarto del miocardio o necessità di un nuovo intervento entro 30 giorni.

Risultati principali

  • La percentuale di eventi principali (sanguinamenti e complicanze) entro 48 ore è stata simile: 4,7% nel gruppo a basso dosaggio e 5,8% nel gruppo a dosaggio standard.
  • Non c’è stata differenza significativa nei sanguinamenti maggiori tra i due gruppi.
  • I sanguinamenti minori sono stati più frequenti nel gruppo a dosaggio standard (1,7%) rispetto al gruppo a basso dosaggio (0,7%).
  • Per gli eventi a 30 giorni (morte, infarto o nuovo intervento), il gruppo a dosaggio standard ha avuto una percentuale leggermente più bassa (2,9%) rispetto al gruppo a basso dosaggio (4,5%).
  • La trombosi del catetere (formazione di coaguli nel catetere) è stata molto rara in entrambi i gruppi.

Cosa significa

Il basso dosaggio di eparina non frazionata non ha ridotto il rischio di sanguinamenti maggiori o complicanze rispetto al dosaggio standard durante e dopo la procedura cardiaca.

In conclusione

Entrambi i dosaggi di eparina non frazionata sono simili in termini di sicurezza per quanto riguarda i sanguinamenti maggiori e le complicanze al sito di accesso durante l’intervento coronarico percutaneo. Il dosaggio standard può offrire un leggero vantaggio nel prevenire eventi gravi a 30 giorni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli

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