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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/09/2010 Lettura: ~3 min

Interpretazione di un tracciato ECG complesso con dissociazione atrioventricolare

Fonte
Caso clinico tratto da ECG del mese, maggio 2007.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 979 Sezione: 20

Introduzione

Questo testo spiega come analizzare un tracciato elettrocardiografico (ECG) che a prima vista può sembrare difficile da interpretare. L'obiettivo è capire il rapporto tra le onde P e i complessi QRS per riconoscere un tipo particolare di aritmia cardiaca.

Che cosa significa osservare le onde P e i complessi QRS

Per comprendere questo tracciato ECG, è utile cercare le onde P, che rappresentano l'attività elettrica degli atri (le camere superiori del cuore), e confrontarle con i complessi QRS, che indicano l'attività dei ventricoli (le camere inferiori).

Osservazioni iniziali sul tracciato

Analizzando i primi 9 battiti nella parte superiore del tracciato, si notano onde P chiaramente separate dai complessi QRS. Questo significa che le onde P e i complessi QRS non sono sincronizzati tra loro.

  • Gli intervalli tra le onde P sono regolari e costanti.
  • Alcune onde P non sono visibili perché si sovrappongono ai complessi QRS.
  • Le onde P sono positive nella derivazione II, il che suggerisce che hanno origine nel nodo senoatriale, la normale sede del ritmo cardiaco.
  • Questa situazione esclude che le onde P siano generate da un'attività elettrica che viaggia all'indietro (retrocondotta).

Dissociazione atrioventricolare (A-V)

La separazione tra le onde P e i complessi QRS persiste per tutta la registrazione. Questo fenomeno si chiama dissociazione atrioventricolare, cioè gli atri e i ventricoli battono indipendentemente l'uno dall'altro.

La dissociazione A-V si può vedere perché le onde P si presentano a intervalli regolari, mentre i complessi QRS appaiono in momenti variabili rispetto alle onde P.

Diagnosi differenziale: tachicardia ventricolare o tachicardia automatica giunzionale

Quando si osserva una dissociazione A-V, le possibili cause sono due tipi di tachicardia (ritmo cardiaco accelerato):

  • Tachicardia ventricolare: l'impulso parte dai ventricoli.
  • Tachicardia automatica giunzionale: l'impulso parte dalla giunzione atrioventricolare, una zona tra atri e ventricoli.

Per distinguere tra queste due, si analizza la forma e la durata dei complessi QRS:

  • Alcuni complessi QRS sono stretti (durata 0,08 secondi) con una forma chiamata qRs.
  • Altri complessi sono più larghi (circa 0,12 secondi) con forme diverse (Rs o RS) e senza l'onda q.

Fenomeno di conduzione aberrante e fenomeno di Ashman

I complessi larghi si presentano soprattutto dopo un battito breve che segue uno più lungo. Questo è tipico del fenomeno di Ashman, un tipo di conduzione elettrica anomala che si verifica quando un impulso arriva in un momento particolare del ciclo cardiaco.

Inoltre, i complessi larghi possono persistere per più battiti consecutivi grazie a un meccanismo chiamato linking, che mantiene questa conduzione anomala.

Queste osservazioni indicano che tutti i complessi QRS hanno la stessa origine e che non si tratta di tachicardia ventricolare.

Spiegazione dell'irregolarità del ritmo

Il ritmo ventricolare appare irregolare, simile a una fibrillazione atriale, ma in realtà è dovuto a:

  • Una scarica irregolare del focus giunzionale, cioè del punto che genera il ritmo accelerato.
  • Un possibile blocco nell'uscita dell'impulso dal segnapassi anomalo.

In conclusione

Il tracciato ECG mostra una dissociazione atrioventricolare con onde P regolari e complessi QRS indipendenti. La presenza di complessi QRS sia stretti che larghi è dovuta a un fenomeno di conduzione anomala chiamato fenomeno di Ashman, non a una tachicardia ventricolare.

La diagnosi più probabile è quindi una tachicardia automatica giunzionale, caratterizzata da un ritmo accelerato che parte dalla giunzione atrioventricolare e che può presentare irregolarità nel ritmo.

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