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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/09/2010 Lettura: ~2 min

Interventi per la malattia coronarica multivasale stabile: risultati dello studio MASS II

Fonte
Circulation 2010;122;949-957.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo riassume i risultati di uno studio importante che ha confrontato tre diverse strategie di cura per persone con malattia coronarica che coinvolge più arterie e con sintomi stabili. Lo studio ha seguito i pazienti per dieci anni per capire quale trattamento offre i migliori risultati in termini di sopravvivenza e qualità della vita.

Che cosa è stato studiato

Lo studio MASS II ha confrontato tre approcci per trattare la malattia coronarica multivasale in pazienti con angina stabile (dolore al petto) e buona funzione del cuore:

  • Chirurgia di bypass coronarico (CABG): un intervento chirurgico che crea nuovi percorsi per il sangue attorno alle arterie ostruite.
  • Interventi con angioplastica coronarica (PCI): una procedura meno invasiva che utilizza un palloncino per aprire le arterie strette.
  • Terapia medica (MT): trattamento con farmaci senza interventi invasivi.

Come è stato condotto lo studio

Sono stati inclusi 611 pazienti, divisi in modo casuale in tre gruppi:

  • 203 con chirurgia CABG
  • 205 con angioplastica PCI
  • 203 con sola terapia medica MT

Lo studio ha valutato i risultati principali dopo 10 anni, come la sopravvivenza, la comparsa di infarto (IMA-Q), la necessità di nuovi interventi e la presenza di sintomi di angina.

Risultati principali

  • Sopravvivenza a 10 anni: simile tra CABG (74,9%) e PCI (75,1%), leggermente più bassa con terapia medica (69%).
  • Infarto (IMA-Q) nei 10 anni: meno frequente nel gruppo CABG (10,3%) rispetto a PCI (13,3%) e terapia medica (20,7%).
  • Nuove rivascolarizzazioni (nuovi interventi): molto meno frequenti dopo CABG (7,4%) rispetto a PCI (41,9%) e terapia medica (39,4%).
  • Libertà dai sintomi di angina: migliore nel gruppo CABG (64%) rispetto a PCI (59%) e terapia medica (43%).

Cosa significano questi risultati

La terapia medica da sola è risultata la meno efficace, con più infarti, più necessità di nuovi interventi, più sintomi e un rischio più alto di eventi gravi.

L’angioplastica (PCI) ha mostrato un rischio maggiore di nuovi interventi e infarti rispetto alla chirurgia, ma con una sopravvivenza simile.

La chirurgia di bypass (CABG) ha offerto il miglior risultato complessivo, con meno eventi gravi, meno nuovi interventi e migliore controllo dei sintomi.

In conclusione

Per i pazienti con malattia coronarica che coinvolge più arterie e con sintomi stabili, la chirurgia di bypass coronarico sembra offrire i migliori risultati a lungo termine rispetto all’angioplastica o alla sola terapia medica. Questo significa meno rischi di infarto, meno necessità di ulteriori interventi e una migliore qualità della vita grazie a una minore presenza di dolore al petto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

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