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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/09/2010 Lettura: ~2 min

Le basse dosi di eparina non migliorano i risultati dell'angioplastica coronarica

Fonte
JAMA. Published online August 31, 2010. doi:10.1001/jama.2010.1320.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 08/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio ha valutato se l'uso di dosi più basse di eparina, un farmaco che aiuta a prevenire i coaguli, possa migliorare i risultati di un intervento chiamato angioplastica coronarica in persone con problemi cardiaci acuti. I risultati mostrano che le dosi più basse non offrono vantaggi rispetto alle dosi standard.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno confrontato due dosi diverse di eparina non frazionata (UFH) durante l'angioplastica coronarica, un intervento che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore.

Lo studio ha coinvolto 2.026 pazienti con una condizione chiamata sindrome coronarica acuta (SCA), che indica un problema improvviso al cuore senza un particolare segno elettrocardiografico chiamato sopraslivellamento del tratto ST-T.

Come sono stati trattati i pazienti

  • Un gruppo ha ricevuto una bassa dose di eparina (50 unità per chilogrammo di peso), indipendentemente dall'uso di altri farmaci chiamati inibitori della GpIIb-IIIa.
  • L'altro gruppo ha ricevuto la dosi standard di eparina, che è 85 unità per chilogrammo o 60 unità per chilogrammo se usavano gli inibitori della GpIIb-IIIa.

Risultati principali

Gli esiti valutati includevano:

  • Il rischio di emorragie maggiori o minori entro 48 ore dall'intervento.
  • Le complicanze vascolari legate al punto di accesso dell'intervento.

I risultati hanno mostrato che non c'erano differenze significative tra i due gruppi:

  • Il 4,7% dei pazienti con bassa dose ha avuto complicanze.
  • Il 5,8% dei pazienti con dose standard ha avuto complicanze.

Risultati a 30 giorni

Dopo un mese, non è stata osservata una riduzione significativa nei seguenti eventi nel gruppo a bassa dose rispetto a quello a dose standard:

  • Sanguinamenti importanti.
  • Decessi.
  • Infarto del miocardio (attacco di cuore).
  • Necessità di ulteriori interventi per riaprire i vasi sanguigni.

Conclusioni degli esperti

I ricercatori suggeriscono che nei pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con un altro farmaco chiamato fondaparinux e sottoposti ad angioplastica coronarica, è meglio utilizzare la dosi standard di eparina aggiustata in base a un test chiamato ACT, piuttosto che dosi più basse.

In conclusione

Le dosi più basse di eparina non migliorano la sicurezza o i risultati dell'angioplastica coronarica in pazienti con problemi cardiaci acuti. Perciò, si raccomanda di usare la dose standard di eparina durante questo tipo di intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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