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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2010 Lettura: ~4 min

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Fonte
Piera Merlini, Responsabile ricerche cliniche, Divisione di Cardiologia, Dipartimento Cardiologico De Gasperis, Ospedale Niguarda, Milano

Aggiornato il 08/02/2026

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Categoria: 1005 Sezione: 2

Introduzione

L'angina pectoris cronica è una condizione cardiaca comune che causa dolore al petto a causa di una riduzione del flusso di sangue al cuore. Nonostante le terapie attuali, molti pazienti continuano a soffrire di sintomi. Un nuovo farmaco, la ranolazina, ha mostrato la capacità di migliorare la qualità della vita riducendo i sintomi dell'angina cronica.

Che cos'è l'angina pectoris cronica

L'angina pectoris cronica è una malattia del cuore molto diffusa e in aumento. Si verifica quando il cuore riceve meno sangue e ossigeno del necessario a causa di problemi alle arterie coronarie, spesso legati all'aterosclerosi (accumulo di grassi nelle arterie).

Le terapie attuali e i loro limiti

Le cure per l'angina mirano a prevenire la riduzione di ossigeno al cuore, riducendo il lavoro del cuore o migliorando il flusso di sangue. I farmaci più usati sono:

  • Beta-bloccanti e calcio antagonisti, che rallentano il battito cardiaco e riducono il consumo di ossigeno.
  • Ivabradina, un farmaco più recente che riduce la frequenza cardiaca.
  • Nitrati, usati per trattare le crisi acute di angina, ma che possono causare tolleranza (diminuzione dell'effetto) e peggioramenti dopo la sospensione.

Nonostante queste terapie, molti pazienti continuano a soffrire di angina, soprattutto quelli con malattie cardiache complesse o che hanno subito più interventi.

Come funziona la ranolazina

La ranolazina è un nuovo farmaco antianginoso che agisce in modo diverso. Agisce a livello delle cellule del cuore bloccando una particolare corrente di sodio chiamata corrente tardiva del sodio, che aumenta quando il cuore è danneggiato dall'ischemia (ridotto apporto di sangue).

In condizioni normali, questa corrente è molto piccola, ma durante l'ischemia aumenta e fa entrare troppo sodio nelle cellule del cuore. Questo porta a un accumulo di calcio dentro le cellule, che fa lavorare il cuore di più e peggiora il problema, rendendo il muscolo cardiaco più rigido e riducendo il flusso di sangue.

Ranolazina blocca questo meccanismo, interrompendo il circolo vizioso che peggiora l'ischemia e quindi riducendo i sintomi.

Studi clinici sulla ranolazina

La ranolazina è stata studiata in diversi modi:

  • Studio MARISA: usata da sola in pazienti con angina stabile, ha aumentato il tempo prima che comparisse il dolore e ha permesso di fare più sforzo.
  • Studio CARISA: usata insieme a beta-bloccanti o calcio antagonisti, ha ulteriormente aumentato il tempo senza dolore e ridotto il numero di crisi anginose e l'uso di nitrati.
  • Studio ERICA: aggiunta a dosi massime di calcio antagonisti in pazienti con angina difficile da controllare, ha ridotto le crisi e l'uso di nitroglicerina.

Questi studi mostrano che la ranolazina può migliorare i sintomi anche quando si usano già altri farmaci.

Sicurezza ed efficacia a lungo termine

Lo studio MERLIN-TIMI 36 ha valutato la ranolazina in pazienti con problemi cardiaci acuti. Anche se non ha ridotto mortalità o infarti, ha dimostrato di diminuire le crisi di angina e l'ischemia ricorrente. Inoltre, ha mostrato un buon profilo di sicurezza, senza aumentare il rischio di aritmie pericolose.

Gli effetti collaterali più comuni sono stati capogiri e sensazione di testa vuota, ma non sono risultati pericolosi.

Anche nei pazienti anziani, spesso più difficili da trattare, la ranolazina ha mostrato efficacia e sicurezza simili a quelle dei pazienti più giovani.

Obiettivi della terapia dell'angina cronica

La cura dell'angina ha due scopi principali:

  • Migliorare la prognosi, cioè ridurre il rischio di eventi gravi come infarto o morte, usando farmaci come aspirina, statine, ACE-inibitori e beta-bloccanti.
  • Ridurre i sintomi, cioè il dolore e la fatica causati dall'angina, con beta-bloccanti, calcio antagonisti e ora anche ranolazina.

Le procedure per migliorare il flusso di sangue (rivascolarizzazione) sono utili ma non sempre modificano la prognosi a lungo termine e possono avere complicazioni.

La ranolazina rappresenta un'importante novità perché si può aggiungere facilmente alle terapie esistenti senza alterare la pressione o la frequenza cardiaca.

In conclusione

La ranolazina è un trattamento innovativo per l'angina cronica che agisce bloccando un meccanismo cellulare che peggiora l'ischemia. Gli studi dimostrano che può ridurre il dolore al petto e migliorare la capacità di fare attività fisica, anche in pazienti già in cura con altri farmaci. Ha un buon profilo di sicurezza e può migliorare la qualità della vita di chi soffre di angina cronica.

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