Che cosa succede al cuore durante un intervento chirurgico non cardiaco?
Ogni anno in Europa si effettuano circa 40 milioni di interventi chirurgici che non riguardano direttamente il cuore. In questi casi, circa l'1% dei pazienti può avere un infarto durante o subito dopo l'operazione, e lo 0,3% può avere problemi cardiaci gravi che possono portare alla morte.
Durante il periodo intorno all'intervento, il corpo si trova in uno stato che favorisce la formazione di coaguli nel sangue e una maggiore infiammazione. Inoltre, fattori come battito cardiaco accelerato (tachicardia), pressione alta (ipertensione), pressione bassa (ipotensione), riduzione del numero di globuli rossi (anemia) e spasmi dei vasi sanguigni possono aumentare il rischio di danni al cuore. Questi problemi possono causare la rottura di placche nelle arterie del cuore e portare a un infarto.
Perché i beta-bloccanti come il bisoprololo possono essere utili?
I beta-bloccanti sono farmaci che agiscono sul sistema cardiovascolare. Hanno proprietà che aiutano a:
- ridurre la quantità di ossigeno richiesta dal cuore (effetto anti-ischemico);
- abbassare la pressione sanguigna (effetto antiipertensivo);
- regolare il ritmo del cuore (effetto antiaritmico).
Questi effetti possono essere utili durante il periodo perioperatorio per proteggere il cuore.
Tra i beta-bloccanti, il bisoprololo ha caratteristiche particolari: agisce principalmente sul cuore (è molto selettivo per i recettori beta1) e dura a lungo nel corpo (ha una lunga emivita), rendendolo adatto a questo scopo.
Chi può beneficiare del bisoprololo?
Il rischio di complicanze cardiache durante la chirurgia può essere valutato usando l'indice di Lee, che considera vari fattori come:
- tipo di intervento (alto o basso rischio);
- storia di malattie cardiache;
- storia di insufficienza cardiaca;
- storia di problemi ai vasi cerebrali;
- diabete;
- insufficienza renale cronica.
In base a questi fattori, i pazienti sono divisi in due gruppi:
- Basso-medio rischio: con al massimo un fattore di rischio e meno dell'1,5% di probabilità di complicanze;
- Alto rischio: con due o più fattori di rischio e più del 4-5% di probabilità di complicanze.
Gli studi indicano che il bisoprololo è particolarmente utile nei pazienti a rischio medio-alto.
Cosa dicono gli studi sul bisoprololo perioperatorio?
Uno studio importante chiamato POISE ha mostrato che un altro beta-bloccante, il metoprololo, preso poco prima dell'intervento senza un adeguato aggiustamento della dose, ha ridotto gli infarti e la mortalità cardiaca ma ha aumentato la mortalità totale e il rischio di ictus. Questo ha creato discussioni sull'uso dei beta-bloccanti in questo contesto.
Al contrario, il gruppo olandese DECREASE ha condotto diversi studi sul bisoprololo, dimostrando che se usato correttamente, può ridurre le complicanze cardiache senza aumentare il rischio di ictus. Il bisoprololo deve essere iniziato alcune settimane prima dell'intervento, continuato per alcune settimane dopo e la dose deve essere adattata per mantenere il battito cardiaco tra 50 e 60 battiti al minuto.
Questi studi si sono concentrati soprattutto su pazienti sottoposti a chirurgia vascolare e con rischio almeno medio.
Indicazioni attuali e considerazioni pratiche
Le linee guida europee più recenti raccomandano l'uso corretto del bisoprololo nel periodo perioperatorio per ridurre i problemi cardiaci nei pazienti a rischio.
Una possibile difficoltà è che questo trattamento richiede un controllo medico attento per settimane prima e dopo l'intervento, il che può essere impegnativo e costoso.
Tuttavia, considerati i costi elevati legati agli esami cardiologici preoperatori, alle assicurazioni e alle complicanze, disporre di un farmaco efficace come il bisoprololo può rappresentare un importante vantaggio per la salute e per la gestione delle risorse.
In conclusione
Il bisoprololo, se usato nel modo giusto e in pazienti con rischio medio-alto, può aiutare a ridurre le complicanze cardiache durante e dopo interventi chirurgici non cardiaci. È importante iniziare il trattamento con anticipo, continuarlo dopo l'intervento e regolare la dose per mantenere il battito cardiaco a livelli sicuri. Questo approccio può migliorare la sicurezza dell'intervento e ridurre costi e complicazioni.