Che cos'è lo studio MADIT II
Lo studio chiamato Multicenter Automatic Defibrillator Implantation Trial II (MADIT-II) ha coinvolto pazienti con una particolare forma di malattia cardiaca causata da problemi di circolazione (cardiopatia ischemica ipocinetico-dilatativa). Questi pazienti sono stati seguiti per valutare l'effetto dell'impianto preventivo di un defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che può correggere aritmie pericolose del cuore.
Risultati a breve e lungo termine
Inizialmente, dopo circa 1,5 anni, lo studio aveva già mostrato una riduzione significativa del 31% del rischio di morte nei pazienti con ICD rispetto a quelli trattati solo con farmaci.
Con un follow-up esteso fino a 8 anni, sono stati analizzati i dati di 1.232 pazienti. Ecco cosa è emerso:
- La probabilità complessiva di morte per qualsiasi causa è stata del 49% nei pazienti con ICD.
- Nei pazienti trattati solo con farmaci, questa probabilità è stata del 62%.
Questi dati mostrano che l'uso del defibrillatore riduce la mortalità sia nel breve che nel lungo periodo.
Dettagli statistici
Il beneficio è stato confermato in ogni periodo di osservazione:
- Da 0 a 4 anni: il rischio di morte è stato ridotto del 39% (hazard ratio 0.61, con alta certezza statistica).
- Da 5 a 8 anni: il rischio è stato ridotto del 26% (hazard ratio 0.74), sempre con significato statistico.
In conclusione
Lo studio MADIT II dimostra che l'impianto preventivo di un defibrillatore impiantabile in pazienti con una certa forma di malattia cardiaca riduce in modo significativo il rischio di morte sia nel breve che nel lungo termine. Questo beneficio si mantiene stabile anche dopo molti anni.