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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/10/2010 Lettura: ~2 min

ICD e sindrome del QT lungo: chi è il paziente adatto?

Fonte
Circulation. 2010;122:1272-1282.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Luca Bertelli Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sindrome del QT lungo è una condizione che può aumentare il rischio di problemi cardiaci gravi. In alcuni casi, si può valutare l'impianto di un dispositivo chiamato ICD (Defibrillatore Cardiaco Impiantabile) per prevenire eventi pericolosi. È importante capire chi può davvero trarre beneficio da questo intervento, soprattutto nei pazienti più giovani.

Che cos'è la sindrome del QT lungo e l'ICD?

La sindrome del QT lungo è un disturbo del ritmo cardiaco che può causare battiti irregolari e, in casi gravi, arresto cardiaco. L'ICD è un piccolo dispositivo impiantato nel corpo che può rilevare e correggere questi ritmi pericolosi inviando una scarica elettrica al cuore.

Chi sono i pazienti studiati?

Uno studio ha seguito 233 pazienti con sindrome del QT lungo a cui è stato impiantato un ICD. L'età media era di circa 30 anni, con molti giovani sotto i 20 anni. La durata del QT corretto (QTc), che misura il tempo di recupero del cuore tra un battito e l'altro, era in media di 516 millisecondi, un valore più lungo del normale.

Caratteristiche e risultati dello studio

  • Il 91% dei pazienti aveva sintomi legati alla sindrome, come svenimenti o aritmie.
  • Solo il 44% aveva una storia di arresto cardiaco prima dell'impianto.
  • Tra i pazienti senza sintomi, una forma genetica chiamata LQT3 era più comune.
  • Durante un periodo di circa 4-5 anni, il 28% ha ricevuto almeno una scarica dall'ICD per correggere un ritmo pericoloso.
  • Eventi avversi legati all'ICD si sono verificati nel 25% dei pazienti.

Fattori che aiutano a prevedere chi beneficia dell'ICD

Lo studio ha identificato alcuni fattori associati a una maggiore probabilità di ricevere una scarica utile dall'ICD:

  • Età inferiore ai 20 anni.
  • QTc superiore a 500 millisecondi.
  • Precedente arresto cardiaco.
  • Eventi cardiaci nonostante la terapia in corso.

In particolare, nessun paziente senza questi fattori ha ricevuto scariche appropriate nei 7 anni successivi, mentre il 70% di chi li aveva tutti ha ricevuto almeno una scarica.

Riflessioni finali

Questi dati suggeriscono che è importante ridefinire i criteri per decidere chi dovrebbe ricevere un ICD, per bilanciare i benefici e i rischi, specialmente nei giovani.

In conclusione

L'impianto di un ICD nei pazienti con sindrome del QT lungo può essere molto utile, ma non tutti ne hanno bisogno. Alcuni fattori come l'età giovane, un QT molto lungo e una storia di problemi cardiaci aiutano a capire chi può trarne maggior vantaggio. È importante valutare attentamente ogni caso per garantire la migliore protezione possibile con il minimo rischio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Luca Bertelli

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