CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 14/10/2010 Lettura: ~2 min

Omega-3 e salute del cuore: uno studio che fa riflettere

Fonte
N Engl J Med 2010; doi 10.1056/NEJMoa1003603.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli acidi grassi omega-3 sono spesso considerati utili per proteggere il cuore. Tuttavia, uno studio ha esaminato se questi grassi aiutano davvero a ridurre problemi cardiaci in persone che hanno già avuto un infarto. Qui spieghiamo cosa è stato scoperto in modo semplice e chiaro.

Che cosa sono gli omega-3

Gli omega-3 sono un tipo di grassi chiamati acidi grassi poliinsaturi. Tra questi ci sono l'acido eicosapentaenoico (EPA), l'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido alfa linolenico (ALA).

Lo studio e i partecipanti

Lo studio ha coinvolto 4.837 persone tra i 60 e gli 80 anni che avevano già avuto un infarto del miocardio, cioè un attacco di cuore. Tutti seguivano già cure per la pressione alta, per evitare coaguli e per abbassare il colesterolo.

I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi e per 40 mesi hanno consumato diversi tipi di margarina:

  • una con EPA e DHA,
  • una con ALA,
  • una con EPA, DHA e ALA insieme,
  • una senza omega-3, cioè un placebo.

Cosa si è misurato

L'obiettivo era vedere se questi grassi potevano ridurre il numero di eventi cardiovascolari maggiori. Questi eventi includono problemi gravi al cuore o ai vasi sanguigni, sia fatali che non fatali.

Risultati principali

Durante lo studio, il 13,9% dei partecipanti ha avuto un evento cardiovascolare importante. Tuttavia, nessuno dei gruppi che ha assunto margarina con omega-3 ha mostrato una riduzione significativa di questi eventi rispetto al gruppo placebo.

Inoltre, non ci sono state differenze importanti negli effetti collaterali tra i gruppi.

In conclusione

Questo studio suggerisce che una bassa dose di omega-3 (EPA, DHA o ALA) non ha ridotto in modo significativo il rischio di problemi cardiaci gravi in persone che avevano già avuto un infarto e che seguivano cure mediche per il cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA