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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/10/2010 Lettura: ~1 min

Aritmie dopo l'infarto: cosa ci insegna lo studio CARISMA

Fonte
Circulation. 2010;122:1258-1264.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Luca Bertelli Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un infarto del cuore, è possibile che si verifichino delle irregolarità nel battito cardiaco, chiamate aritmie. Queste possono essere difficili da individuare con i metodi tradizionali. Lo studio CARISMA ha utilizzato dispositivi speciali per monitorare meglio queste situazioni e capire quali aritmie sono più comuni e pericolose.

Che cosa significa aritmie dopo l'infarto

Le aritmie sono alterazioni del ritmo normale del cuore. Possono essere:

  • Sintomatiche: cioè che causano sintomi come palpitazioni o svenimenti;
  • Asintomatiche: cioè senza sintomi evidenti.

Dopo un infarto, è importante conoscere quanto spesso si verificano queste aritmie per poterle gestire al meglio.

Come è stato fatto lo studio CARISMA

Lo studio ha usato dispositivi impiantabili, cioè piccoli apparecchi inseriti nel corpo, per registrare continuamente il battito cardiaco e individuare le aritmie in modo più preciso rispetto ai metodi tradizionali.

Hanno partecipato 297 pazienti con un'età media di 64 anni e una funzione cardiaca ridotta (frazione d'eiezione media del 31%). Sono stati monitorati per circa 2 anni.

Risultati principali

Durante il periodo di osservazione, sono state rilevate diverse aritmie:

  • tachicardie ventricolari sostenute (battito molto rapido che parte dai ventricoli) nel 13%;
  • blocchi atrio-ventricolari avanzati (problemi nella trasmissione del segnale elettrico tra atri e ventricoli) nel 10%;
  • bradicardie sinusali marcate (battito molto lento) nel 7%;
  • fibrillazioni ventricolari (battito irregolare e pericoloso) nel 3%.

Importanza del blocco atrio-ventricolare avanzato

Tra tutte le aritmie, il blocco atrio-ventricolare avanzato è risultato il più importante nel prevedere il rischio di morte cardiaca. Questo significa che chi presenta questo problema ha un rischio più alto di complicazioni gravi.

Prospettive future

Questi risultati sono molto utili, ma servono ulteriori studi per confermare quanto emerso e migliorare la cura delle persone dopo un infarto.

In conclusione

Lo studio CARISMA ha mostrato che le aritmie dopo un infarto sono più frequenti di quanto si pensasse e che alcune, come il blocco atrio-ventricolare avanzato, sono particolarmente importanti per il rischio di vita. L'uso di dispositivi impiantabili aiuta a identificarle meglio e a capire come proteggere la salute del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Luca Bertelli

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