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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/11/2010 Lettura: ~3 min

Nuovi aggiornamenti sulle linee guida per la prevenzione secondaria dell’ictus

Fonte
Stroke 2010 DOI:10.1161/STR.0b013e3181f7d043

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le linee guida per prevenire un nuovo ictus in chi ha già avuto un evento sono state aggiornate dall’American Heart Association e dall’American Stroke Association. Questi aggiornamenti offrono indicazioni importanti per gestire meglio i fattori di rischio e le terapie, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidive.

Prevenzione dell’ictus nei pazienti con sindrome metabolica

La sindrome metabolica è un insieme di condizioni che aumentano il rischio di ictus. Per prevenire un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA) in questi pazienti, è importante curare ogni singolo fattore di rischio, in particolare:

  • Dislipidemia: livelli alterati di grassi nel sangue
  • Ipertensione: pressione alta

Inoltre, è consigliato un supporto su dieta equilibrata, attività fisica regolare e perdita di peso per ridurre i rischi per i vasi sanguigni. Uno studio chiamato WASID ha mostrato che chi ha la sindrome metabolica ha un rischio più alto di ictus, infarto e morte per problemi vascolari rispetto a chi non ce l’ha.

Gestione della stenosi carotidea e uso dello stent

La stenosi carotidea è un restringimento delle arterie del collo che può causare ictus. Le nuove linee guida raccomandano:

  • Chirurgia (endoarteriectomia carotidea) per pazienti con stenosi grave (70%-99%) o moderata (50%-69%) se il rischio dell’intervento è basso (meno del 6% di complicazioni)
  • Non raccomandata la chirurgia o lo stenting per stenosi inferiori al 50%
  • Stenting (inserimento di un piccolo tubicino per mantenere aperta l’arteria) come alternativa alla chirurgia per pazienti sintomatici con rischio medio o basso di complicazioni, soprattutto se la stenosi è superiore al 70%
  • Lo stenting è considerato una buona opzione quando la chirurgia non è possibile, ad esempio in caso di precedenti trattamenti radioterapici o altre condizioni mediche che aumentano i rischi chirurgici
  • Lo stenting deve essere eseguito da operatori esperti con un tasso di complicazioni tra il 4% e il 6%

Nuove indicazioni per la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di ictus. Le nuove raccomandazioni includono:

  • L’aspirina rimane il trattamento preferito per chi non può assumere farmaci anticoagulanti come il warfarin, ma può tollerare la terapia antiaggregante (farmaci che prevengono l’aggregazione delle piastrine)
  • La combinazione di clopidogrel e aspirina aumenta il rischio di sanguinamento e quindi non è consigliata per chi ha controindicazioni al warfarin
  • Per i pazienti ad alto rischio di ictus che devono interrompere temporaneamente l’anticoagulante orale, può essere utile una terapia sostitutiva con eparina a basso peso molecolare (un altro tipo di farmaco anticoagulante) durante questo periodo
  • Queste linee guida sono state scritte prima dell’approvazione di nuovi farmaci anticoagulanti orali come il dabigatran

Controllo della pressione e del colesterolo

Per chi ha avuto un ictus o un TIA causato da una stenosi di un’arteria intracranica tra il 50% e il 99%, è importante mantenere a lungo termine:

  • Pressione arteriosa sotto 140/90 mm Hg
  • Colesterolo totale sotto 200 mg/dL

In conclusione

Le nuove linee guida sottolineano l’importanza di gestire con attenzione i fattori di rischio come la sindrome metabolica, la pressione alta e il colesterolo. Offrono indicazioni precise su quando è utile la chirurgia o lo stenting per la stenosi carotidea e aggiornano le strategie per la gestione della fibrillazione atriale. Il controllo costante e personalizzato aiuta a ridurre il rischio di un nuovo ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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