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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/11/2010 Lettura: ~2 min

Coronaropatia stabile: il ruolo della frequenza cardiaca nel rischio di salute

Fonte
Canadian Cardiovascular Congress 2010

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La coronaropatia stabile è una condizione in cui le arterie del cuore sono parzialmente ostruite, ma i sintomi sono sotto controllo. Studi recenti mostrano che la frequenza del battito cardiaco a riposo può influenzare il rischio di problemi seri in queste persone. È importante capire questo aspetto per migliorare la gestione della malattia.

Che cosa significa frequenza cardiaca a riposo?

La frequenza cardiaca a riposo è il numero di battiti del cuore al minuto quando una persona è tranquilla e rilassata. Normalmente, questo valore varia tra 60 e 100 battiti al minuto.

Risultati principali degli studi TRANSCEND e ONTARGET

Questi studi hanno analizzato oltre 31.000 pazienti con coronaropatia stabile per capire come la frequenza cardiaca influenzi il rischio di eventi gravi. Ecco cosa hanno trovato:

  • Chi ha una frequenza cardiaca a riposo maggiore di 70 battiti al minuto ha un rischio più alto di morte per cause cardiovascolari e di morte per qualsiasi causa.
  • In particolare, il rischio di morte per problemi cardiaci aumenta dal 41% al 58% rispetto a chi ha una frequenza più bassa.
  • Il rischio di morte per tutte le cause aumenta dal 34% al 47%.
  • Il rischio di dover essere ricoverati per scompenso cardiaco aumenta dal 53% al 63%.

Frequenza cardiaca e rischio: dati più dettagliati

Dividendo i pazienti in gruppi in base alla frequenza cardiaca, si è visto che:

  • Chi ha una frequenza inferiore a 58 battiti al minuto ha il rischio più basso.
  • Chi ha una frequenza superiore a 78 battiti al minuto ha un rischio di morte per malattie cardiache aumentato del 77% e un rischio di morte per qualsiasi causa aumentato del 65%.

Chi è più a rischio?

Lo studio ha anche evidenziato che il legame tra frequenza cardiaca elevata e rischio è più forte in:

  • Pazienti più giovani di 65 anni.
  • Chi già assume beta-bloccanti, farmaci che rallentano il battito cardiaco, ma non ha ancora raggiunto il valore ottimale.
  • Pazienti con malattia coronarica già diagnosticata.

Perché è importante questo dato?

Una frequenza cardiaca troppo alta a riposo può essere un segnale che il cuore è sotto stress e che il rischio di problemi seri è maggiore. Monitorare questo valore può aiutare a capire meglio la situazione di salute e a valutare insieme al medico le strategie più adatte.

In conclusione

Nei pazienti con coronaropatia stabile, una frequenza cardiaca a riposo superiore a 70 battiti al minuto è associata a un aumento significativo del rischio di morte e di ricovero per problemi cardiaci. Questo dato è particolarmente importante per chi è più giovane, assume beta-bloccanti o ha già una malattia coronarica. Tenere sotto controllo la frequenza cardiaca può quindi essere utile per una migliore gestione della salute cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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