Che cosa significa frequenza cardiaca a riposo?
La frequenza cardiaca a riposo è il numero di battiti del cuore al minuto quando una persona è tranquilla e rilassata. Normalmente, questo valore varia tra 60 e 100 battiti al minuto.
Risultati principali degli studi TRANSCEND e ONTARGET
Questi studi hanno analizzato oltre 31.000 pazienti con coronaropatia stabile per capire come la frequenza cardiaca influenzi il rischio di eventi gravi. Ecco cosa hanno trovato:
- Chi ha una frequenza cardiaca a riposo maggiore di 70 battiti al minuto ha un rischio più alto di morte per cause cardiovascolari e di morte per qualsiasi causa.
- In particolare, il rischio di morte per problemi cardiaci aumenta dal 41% al 58% rispetto a chi ha una frequenza più bassa.
- Il rischio di morte per tutte le cause aumenta dal 34% al 47%.
- Il rischio di dover essere ricoverati per scompenso cardiaco aumenta dal 53% al 63%.
Frequenza cardiaca e rischio: dati più dettagliati
Dividendo i pazienti in gruppi in base alla frequenza cardiaca, si è visto che:
- Chi ha una frequenza inferiore a 58 battiti al minuto ha il rischio più basso.
- Chi ha una frequenza superiore a 78 battiti al minuto ha un rischio di morte per malattie cardiache aumentato del 77% e un rischio di morte per qualsiasi causa aumentato del 65%.
Chi è più a rischio?
Lo studio ha anche evidenziato che il legame tra frequenza cardiaca elevata e rischio è più forte in:
- Pazienti più giovani di 65 anni.
- Chi già assume beta-bloccanti, farmaci che rallentano il battito cardiaco, ma non ha ancora raggiunto il valore ottimale.
- Pazienti con malattia coronarica già diagnosticata.
Perché è importante questo dato?
Una frequenza cardiaca troppo alta a riposo può essere un segnale che il cuore è sotto stress e che il rischio di problemi seri è maggiore. Monitorare questo valore può aiutare a capire meglio la situazione di salute e a valutare insieme al medico le strategie più adatte.
In conclusione
Nei pazienti con coronaropatia stabile, una frequenza cardiaca a riposo superiore a 70 battiti al minuto è associata a un aumento significativo del rischio di morte e di ricovero per problemi cardiaci. Questo dato è particolarmente importante per chi è più giovane, assume beta-bloccanti o ha già una malattia coronarica. Tenere sotto controllo la frequenza cardiaca può quindi essere utile per una migliore gestione della salute cardiaca.