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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/11/2010 Lettura: ~1 min

Solo un quinto dei sopravvissuti ad arresto cardiaco extraospedaliero avevano un ritmo non defibrillabile

Fonte
Heart 2010; 96: 1826-1830.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio ha esaminato le caratteristiche dei pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale. I risultati aiutano a capire meglio quali sono i ritmi cardiaci più comuni in questi casi e quali fattori possono influenzare la sopravvivenza.

Che cosa significa ritmo defibrillabile e non defibrillabile

Quando il cuore si ferma improvvisamente, il ritmo cardiaco può essere di due tipi principali:

  • Ritmo defibrillabile: un ritmo anomalo che può essere trattato con uno shock elettrico chiamato defibrillazione.
  • Ritmo non defibrillabile: un ritmo che non risponde allo shock elettrico e richiede altri tipi di intervento.

I risultati dello studio

Lo studio ha analizzato i dati di 2.165 persone sopravvissute a un arresto cardiaco fuori dall'ospedale, raccolti in Svezia tra il 1992 e il 2007. Tra questi pazienti:

    80% aveva un ritmo defibrillabile all'inizio dell'arresto cardiaco.
  • Solo il 20% presentava un ritmo non defibrillabile.

Differenze tra uomini e donne

Lo studio ha mostrato che le donne avevano più spesso un ritmo non defibrillabile rispetto agli uomini (27% contro 18%).

Prognosi e qualità della sopravvivenza

I pazienti con ritmo non defibrillabile tendevano ad avere un quadro neurologico peggiore, cioè maggiori difficoltà legate al funzionamento del cervello dopo l'arresto cardiaco, rispetto a chi aveva un ritmo defibrillabile.

Fattori associati a una migliore sopravvivenza

Lo studio ha anche identificato alcuni fattori che aumentano le possibilità di sopravvivenza a un mese dall'arresto cardiaco:

  • L'arresto cardiaco che avviene fuori dalla casa del paziente.
  • La pratica della rianimazione cardiopolmonare (RCP) da parte di qualcuno prima dell'arrivo dell'ambulanza.
  • La presenza di altre persone al momento dell'arresto cardiaco.

In conclusione

La maggior parte delle persone sopravvissute a un arresto cardiaco fuori dall'ospedale presenta un ritmo che può essere trattato con la defibrillazione. Le donne hanno più spesso un ritmo non defibrillabile, associato a una prognosi neurologica più difficile. Alcuni fattori, come la presenza di testimoni e l'esecuzione precoce della rianimazione, sono importanti per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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