Che cosa significa ritmo defibrillabile e non defibrillabile
Quando il cuore si ferma improvvisamente, il ritmo cardiaco può essere di due tipi principali:
- Ritmo defibrillabile: un ritmo anomalo che può essere trattato con uno shock elettrico chiamato defibrillazione.
- Ritmo non defibrillabile: un ritmo che non risponde allo shock elettrico e richiede altri tipi di intervento.
I risultati dello studio
Lo studio ha analizzato i dati di 2.165 persone sopravvissute a un arresto cardiaco fuori dall'ospedale, raccolti in Svezia tra il 1992 e il 2007. Tra questi pazienti:
- Solo il 20% presentava un ritmo non defibrillabile.
Differenze tra uomini e donne
Lo studio ha mostrato che le donne avevano più spesso un ritmo non defibrillabile rispetto agli uomini (27% contro 18%).
Prognosi e qualità della sopravvivenza
I pazienti con ritmo non defibrillabile tendevano ad avere un quadro neurologico peggiore, cioè maggiori difficoltà legate al funzionamento del cervello dopo l'arresto cardiaco, rispetto a chi aveva un ritmo defibrillabile.
Fattori associati a una migliore sopravvivenza
Lo studio ha anche identificato alcuni fattori che aumentano le possibilità di sopravvivenza a un mese dall'arresto cardiaco:
- L'arresto cardiaco che avviene fuori dalla casa del paziente.
- La pratica della rianimazione cardiopolmonare (RCP) da parte di qualcuno prima dell'arrivo dell'ambulanza.
- La presenza di altre persone al momento dell'arresto cardiaco.
In conclusione
La maggior parte delle persone sopravvissute a un arresto cardiaco fuori dall'ospedale presenta un ritmo che può essere trattato con la defibrillazione. Le donne hanno più spesso un ritmo non defibrillabile, associato a una prognosi neurologica più difficile. Alcuni fattori, come la presenza di testimoni e l'esecuzione precoce della rianimazione, sono importanti per aumentare le possibilità di sopravvivenza.