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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/11/2010 Lettura: ~2 min

Dissincronia e terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)

Fonte
Circulation. 2010;122:1910-1918.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per alcune persone con insufficienza cardiaca. Questo testo spiega come la dissincronia, cioè la mancanza di coordinazione nel movimento del cuore, può influenzare i risultati di questa terapia. Cercheremo di chiarire cosa significa e cosa è stato scoperto da uno studio recente.

Che cos'è la dissincronia cardiaca?

La dissincronia si riferisce a un problema nel modo in cui le diverse parti del cuore si muovono insieme. In un cuore sano, le pareti del cuore si contraggono in modo coordinato per pompare il sangue efficacemente. Quando c'è dissincronia, alcune parti si muovono in ritardo rispetto ad altre, riducendo l'efficienza del cuore.

Come si valuta la dissincronia?

La dissincronia può essere studiata con un esame chiamato ecocardiografia, che utilizza ultrasuoni per vedere il cuore in movimento. In particolare, si usano alcune misure specifiche:

  • Ritardo Septal-Lateral Tissue Doppler: misura il ritardo tra due parti del cuore, con valori sopra 65 millisecondi indicativi di dissincronia.
  • Indice di Yu: un altro parametro che valuta il ritardo nei movimenti, con valori sopra 32 millisecondi considerati significativi.
  • Ritardo setto-parete posteriore allo strain radiale speckle tracking: un metodo avanzato che misura il ritardo nello stiramento delle pareti del cuore, con valori oltre 130 millisecondi.
  • Ritardo interventricolare: misura il ritardo tra le due camere principali del cuore, con valori sopra 40 millisecondi.

Lo studio e i suoi risultati

Uno studio ha seguito 229 persone con insufficienza cardiaca grave (classi NYHA 3-4) e una particolare caratteristica del cuore (FE e un intervallo QRS superiore a 120 millisecondi) che sono state trattate con CRT.

Lo studio ha osservato per 4 anni quanti pazienti hanno avuto eventi gravi come morte, trapianto di cuore o necessità di un dispositivo di assistenza ventricolare (LVAD).

Durante questo periodo, 62 persone hanno avuto uno di questi eventi.

Analizzando i dati, i ricercatori hanno trovato che due misure di dissincronia ecocardiografica (strain radiale e indice di Yu) erano particolarmente utili per prevedere l'esito dopo la terapia CRT.

In modo sorprendente, l'assenza di dissincronia era associata a un risultato peggiore dopo la CRT, cioè chi non mostrava dissincronia aveva maggiori probabilità di avere eventi negativi.

In conclusione

La dissincronia cardiaca valutata con ecocardiografia può aiutare a capire come andrà una persona dopo la terapia di resincronizzazione cardiaca.

In particolare, alcune misure specifiche di dissincronia sono utili per prevedere i risultati a lungo termine.

Curiosamente, non avere dissincronia può indicare un rischio maggiore di problemi dopo il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi

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