CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 16/11/2010 Lettura: ~2 min

CLOSURE I trial: nessun beneficio dalla chiusura del forame ovale pervio

Fonte
American Heart Association Congress 2010, Chicago.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio importante ha valutato se chiudere un piccolo foro nel cuore chiamato forame ovale pervio possa aiutare a prevenire nuovi episodi di ictus o attacchi ischemici transitori (TIA). I risultati mostrano che questa procedura non offre vantaggi rispetto alle cure mediche tradizionali.

Che cos'è il forame ovale pervio (PFO)

Il forame ovale pervio è un piccolo foro tra due camere del cuore che in alcune persone rimane aperto dopo la nascita. In alcune situazioni, questo può permettere a piccole particelle di passare dal sangue venoso a quello arterioso, potenzialmente causando problemi come l'ictus o il TIA.

Lo studio CLOSURE I

Questo studio ha coinvolto 909 pazienti con PFO e una storia di ictus o TIA. I ricercatori hanno confrontato due gruppi:

  • Un gruppo ha ricevuto la chiusura del PFO con una procedura chiamata chiusura transcatetere, insieme a farmaci antiaggreganti (clopidogrel per 6 mesi e poi aspirina).
  • L'altro gruppo ha ricevuto solo la terapia medica, con aspirina e/o warfarin (un farmaco anticoagulante).

I pazienti sono stati seguiti per circa 5 anni (64 mesi).

Risultati principali

  • Non è stata trovata una riduzione significativa degli eventi come ictus, TIA o morte nei pazienti che hanno subito la chiusura del PFO rispetto a quelli trattati solo con farmaci.
  • Non c'erano differenze importanti tra i pazienti che assumevano aspirina e quelli che assumevano warfarin nel gruppo con sola terapia medica.

Cosa significa tutto questo

La chiusura del PFO con la procedura transcatetere non ha mostrato un beneficio chiaro nel prevenire nuovi ictus o TIA rispetto ai farmaci. Questo suggerisce che, almeno in questo studio, la terapia medica rimane un trattamento efficace e sicuro.

In conclusione

Lo studio CLOSURE I ha dimostrato che chiudere il forame ovale pervio non è più efficace della sola terapia medica per prevenire ictus o attacchi ischemici transitori. La scelta del trattamento deve quindi considerare questi risultati e le condizioni individuali di ogni paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA